Aggiornamento del 5 Novembre sull’influenza A


ospedale-influenza-suinaAltre vittime per la nuova influenza in Italia, tutte soffrivano di malattie pregresse. Salgono così a 24 i morti in Italia positivi al virus della nuova influenza A.

Altre vittime si registrano a Roma. Alle 8 di questa mattina è deceduta, all’ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma una paziente diciottenne affetta sin dall’infanzia da fibrosi cistica e risultata positiva al test per il virus A/H1N1. La fibrosi cistica – spiega in una nota l’ospedale – è una grave malattia genetica con forte compromissione dell’attività polmonare.

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E sale a 10 il numero delle vittime in Campania. E’ morto all’ospedale di Scafati, in provincia di Salerno, un paziente di 26 anni ricoverato ieri sera intorno alle 22 con serie difficoltà respiratorie e febbre. L’uomo proveniva da una Casa di cura di Scafati ed era affetto da handicap cerebrale. Lo riferiscono all’ADNKRONOS SALUTE fonti dell’assessorato alla Sanità della Campania. Il paziente è deceduto circa 20 minuti dopo il ricovero. Solo poche ore fa i risultati del test hanno confermato la presenza del virus H1N1.

Un ragazzo di 14 anni è deceduto questa mattina all’ospedale infantile ‘Cesare Arrigo’ di Alessandria. Il giovane era ricoverato in rianimazione pediatrica per grave insufficienza respiratoria e, nel corso degli accertamenti, era stato riscontrato positivo anche al virus A/ H1N1. Il paziente era affetto da preesistenti pluri-patologie croniche molto gravi ed altrettanto grave insufficienza respiratoria cronica.

Positivo al test per il virus A/H1N1 è risultato anche anche un ragazzo della provincia di Vercelli, 17enne, deceduto lunedì sera presso il Pronto soccorso dell’ospedale di Vercelli. Il giovane era affetto da mucolipidosi, una rara malattia metabolica congenita. ”Purtroppo – spiega l’assessore piemontese alla Sanità, Eleonora Artesio – i due ragazzi deceduti erano affetti da serissime patologie, su cui qualsiasi infezione può avere conseguenze fatali. Sono le prime due morti che si verificano in Piemonte, dove l’andamento dell’influenza presenta caratteristiche complessivamente modeste, non superiori alle medie delle epidemie dell’ultimo decennio”.

L’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) “rimane molto preoccupata per il numero di casi gravi e di morti provocati dalla nuova influenza“. Lo ha evidenziato Keiji Fukuda, consigliere speciale del direttore generale dell’Oms sulla pandemia influenzale, durante una conferenza stampa a Ginevra. “La maggior parte delle complicanze – ha proseguito Fukuda – si verifica in persone con meno di 65 anni, in particolare giovani. Chiaramente queste situazioni si osservano soprattutto in persone con patologie croniche e nelle donne incinte, ma non solo: possono verificarsi anche nelle persone perfettamente sane e giovani. Un quadro che è ben diverso da quella dell’influenza stagionale. Sulla base della situazione attuale, ciò che bisogna fare è non semplificare, considerando che abbiamo a che fare con due gruppi di persone: quelle che si infettano e guariscono senza problemi e quelle che sviluppano disturbi gravi. E di questo devono tenere conto i sistemi sanitari nazionali: ci sarà bisogno di uno sforzo per curare questi pazienti”, ha ammonito.

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Secondo Fukuda, “il virus H1N1 attualmente appare molto stabile e non c’è rischio di mutazione. Anche il pericolo di resistenza ai farmaci antivirali appare lontano e dunque questi prodotti rimangono utili. Ma, in generale, non sappiamo come evolverà il quadro della situazione in futuro”. Quanto ai vaccini, “si sono dimostrati tutti efficaci e sicuri e l’Oms sta lavorando con le aziende farmaceutiche per fornire le giuste dosi anche ai Paesi che non se le possono permettere”.

Intanto è morta nella notte a Desio (Monza-Brianza) una bambina di 7 anni . La piccola, che è risultata positiva al virus H1N1, soffriva di Sindrome di Angelman: una malattia rara che si manifesta, tra l’altro, con una grave cerebropatia e con numerosi episodi di infezione polmonare, che anche a domicilio avevano spesso richiesto l’ausilio dell’ossigeno.

Una donna affetta da influenza A è invece stata fatta partorire d’urgenza all’ospedale di Dolo (Venezia): era alla 34esima settimana. Mamma e neonata, che pesa poco più di due chili, stanno bene e sono ricoverate nel reparto di pneumologia all’ospedale di Dolo e hanno potuto iniziare una terapia di cura specifica.

Dal canto suo il viceministro della Salute Ferruccio Fazio ha spiegato che il virus dell’influenza A “va eradicato dal nostro Paese entro il 2010 per evitare che diventi cattivo”. In una conferenza stampa al Policlinico Federico II di Napoli che ha chiuso il tour partenopeo del viceministro, ha ricordato a più riprese l’importanza di vaccinare i malati cronici (“Bisogna fare in fretta, anche perché occorrono due settimane dal momento dell’inoculazione del siero per essere immuni”) per poi passare alle altre categorie, ovvero giovani e bambini. “Contiamo di vaccinare i giovani entro fine anno, ma non dite che è troppo tardi – ammonisce rivolto ai giornalisti – perché occorre limitare la diffusione del virus per far sì che non muti in una forma peggiore. Se si ricombinasse, ad esempio, con l’influenza aviaria la mortalità lieviterebbe, e lì sì che sarebbero guai”.

Proprio oggi il viceministro della Salute ha fatto visita all’ospedale Cotugno di Napoli dove ci sono diversi casi di Influenza A, tra cui molti bimbi. “La mortalità in Campania – ha detto Fazio – e’ pari allo 0,005%, molto al di sotto dei decessi legati a una normale influenza stagionale. Piuttosto se il virus muterà o se si combinerà con quello dell’aviaria allora la mortalità crescerà: perciò bisogna fare la campagna di vaccinazione’.

Incalzato il viceministro ha ribadito anche la sicurezza del vaccino (“E’ stato testato e garantito dalle agenzie europea e italiana per i farmaci, l’Emea e l’Aifa – afferma – su tutte le categorie che intendiamo vaccinare, bambini compresi. Tutti i farmaci – riconosce tuttavia – hanno un leggero margine intrinseco di rischio) e ha difeso a spada tratta la strategia vaccinale adottata dal nostro Paese: “Anche il presidente Usa Obama – afferma – ha avuto difficoltà nella distribuzione dei sieri. La nostra strategia ci ha garantito di ottenere dosi tra i primi al mondo”.

Poi afferma che “Napoli è ampiamente attrezzata per gestire l’emergenza” influenza A. Dopo aver visitato, in seguito all’incontro in Regione con i vertici locali, l’ospedale Cotugno e il Monaldi, Fazio sostiene che la Campania è “pronta per fronteggiare la situazione”. “L’influenza A – ricorda il viceministro – non è grave dal punto di vista dei sintomi. Nell’ultima settimana in Campania abbiamo registrato una prevalenza di 14 casi per mille abitanti, ma la mortalità complessiva in regione è dello 0,005 per cento, molto al di sotto di quella registrata dall’influenza stagionale”.

Inoltre le altre Regioni seguono il trend della Campania. Se in questa regione la prevalenza del virus la scorsa settimana è stata di 14 casi per mille, segue a pochi passi la “Lombardia, dove abbiamo una prevalenza del 13 per mille. La Campania, dunque, non sarà l’unica a essere così colpita, perché l’influenza arriverà anche nelle altre Regioni”. Fazio si è anche soffermato sui motivi che hanno favorito la mortalità e hanno consegnato alla Regione guidata da Antonio Bassolino l’infelice primato. “C’è – afferma – la densità abitativa per chilometro quadrato maggiore d’Italia. Inoltre ci sono condizioni climatiche che hanno favorito” la diffusione del virus.

Secondo l’ultimo aggiornamento dalla rete di medici sentinella Influnet, è più che raddoppiata nell’ultima settimana di monitoraggio l’incidenza totale delle sindromi influenzali, che come hanno spiegato gli esperti in questa fase sono perlopiù associate al virus H1N1. Nella settimana dal 26 ottobre al 1 novembre si è saliti a 8,96 casi per mille assistiti, contro i 4,12 casi per mille della precedente rilevazione. Gli italiani colpiti sono quindi quasi 540 mila (537.600), contro i circa 250 mila (247.200) della settimana prima. I più ‘bersagliati’ in assoluto sono i bambini. Le curve relative alle fasce d’età 0-4 anni e 5-14 segnano una brusca impennata: nei piccoli al di sotto dei 4 anni l’incidenza passa da 10,49 a 17,95 casi per mille, mentre nella categoria 5-14 anni schizza da 13,54 a 33,02 per mille.

Il valore dell’incidenza totale è pari a 8,96 casi per mille assistiti, un dato che porta la curva epidemica attuale a un livello “superiore al picco epidemico raggiunto in molte stagioni influenzali precedenti”. Grafico delle curve alla mano, infatti, risulta che la curva 2009-2010 (quasi verticale) è già a livelli più alti rispetto a quelle di tutte le stagioni dal 2005 in poi.

Aggiornato al 05 Novembre ore 16.00

A cura di Stefano Picchi

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