Aggiornamento sull’influenza AH1N1


influenza_ah1n1Sono circa 250.000 i casi accertati di nuova influenza in Italia, con una incidenza media di 3,8 casi ogni 1000 abitanti. È quanto riporta il bollettino giornaliero del Ministero del Welfare.

I morti sono 19, nove dei quali solo in Campania. Nelle ultime ore è morto un musicista di 37 anni di Salerno: l’uomo, sottoposto due anni fa a un trapianto di reni, è morto in seguito ad una polmonite bilaterale causata dal virus.

Ieri, dopo questo tragico evento, sono salite a 9 le vittime campane della nuova influenza, e purtroppo la Campania si conferma così la regione più colpita dal virus H1n1: in tutto sono 120 i ricoverati nei vari ospedali, mentre i colpiti dalla malattia sono già a quota 45mila. Dalla fine di aprile scorso ad oggi sono stati 1814 i tamponi per l’influenza effettuati nei laboratori del reparto di virologia del “Cotugno”, di questi 852 sono risultati positivi, con una percentuale del 46,6%. Solo ad ottobre sono stati effettuati circa 1.000 tamponi, con una impennata rispetto ai mesi precedenti in cui ne vengono eseguiti in media 400 al mese.

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Controlli nelle scuole del napoletano: una ricognizione utile a registrare il numero di alunni assenti per capire se è necessario chiudere gli istituti. Per questo motivo l’Ufficio scolastico regionale ha inviato gli ispettori nelle scuole napoletane. I controlli – stando a quanto rivelato ieri dall’agenzia Il Velino – ha riguardato scuole materne ed elementari di molti istituti della città. Il numero di bambini malati sarebbe molto alto, ma è presto per trarre un bilancio, non è chiaro infatti se l’assenza sia legata all’influenza, potrebbe trattarsi della normale influenza o di una scelta prudenziale dei genitori.

Ad inquietare ancor di più i già spaventati mamme e papà sono anche i risultati dei primi accertamenti eseguiti sul cadavere dell’undicenne di Pompei morta dopo essersi ammalata di influenza A. L’autopsia infatti avrebbe escluso patologie pregresse: la bambina era perfettamente sana . Dunque ad ucciderla è stata l’H1n1. I medici, però, continuano a ribadire che non bisogna farsi prendere dal panico.

Non è risultato invece affetto dal virus H1N1 il bambino morto lunedì a Roma per una polmonite batterica.

Comunque anche a Roma la situazione non è tanto diversa: nonostante l’influenza A sia stata esclusa come causa della morte del bambino a Villa San Pietro, la paura per il contagio dilaga. Il Comune di Roma sta per varare un sistema per monitorare le assenze nelle scuole, per chiuderle in caso di emergenza. Molte classi sono dimezzate: fino al 70% degli alunni in meno nelle aule delle elementari. E sempre il Campidoglio distribuirà 250mila copie di un depliant informativo per spiegare come difendersi dal virus. Continuano intanto gli accessi record ai pronto soccorso: ieri sono stati visitati circa 70 pazienti con sintomi influenzali al Gemelli, ma solo una bambina è stata ricoverata. All’Umberto I sono in tutto 14 le persone, quasi tutti bimbi, ricoverate per l’influenza A, ma i casi accertati per ora sono sette. E per i vaccini c’è ancora confusione: più della metà dei medici non è convinta dell’efficacia.

Un altra vittima delle ultime ore è una tredicenne di Monza: la ragazzina, disabile, era affetta da una malattia congenita: a ucciderla potrebbero essere state le complicanze del virus A H1N1. La ragazzina è morta all’ospedale San Gerardo di Monza, nel quale era stata ricoverata per complicanze dovute al virus H1N1 dell’influenza A. Non è però ancora certo se la morte sia o meno attribuibile al virus. La piccola, disabile, con una malformazione al torace, non autosufficiente e costretta su una sedia a rotelle è morta a causa di una insufficienza respiratoria acuta. Se venisse confermata la presenza del virus e la sua responsabilità nel causare la morte della piccola, si tratterebbe della 18esima vittima in Italia. Tutte però, tranne una, affette da patologie preesistenti.

L’ultimissima vittima (la 19esima), proprio delle ultime ore, è un tecnico radiologo ricoverato da giorni nell’ospedale Spallanzani di Roma dopo aver contratto il virus dell’influenza A. L’uomo, che lavorava all’ospedale di Anzio-Nettuno, vicino a Roma, aveva circa 50 anni. Le sue condizioni erano migliorate due giorni fa, poi il quadro si e’ aggravato. L’uomo prima del ricovero nell’ospedale romano aveva presentato leggeri sintomi influenzali. Il tecnico radiologo si sarebbe recato al lavoro quando già era influenzato.

Comunque la mortalità per l’influenza A resta «bassissima» e in Italia ci sono meno morti rispetto ad altri paesi europei: il vice ministro alla Salute Ferruccio Fazio commenta i dati spiegando che in Italia si sono registrati 18 morti, 44 in Francia, 137 in Gran Bretagna, 63 in Spagna. Fazio ha ripetuto l’appello lanciato ieri di non intasare gli ospedali. «Non c’è da preoccuparsi – ha detto – questa influenza non è pericolosa per le persone che non hanno particolari malattie». Fazio ha ribadito anche che giovedì prossimo verrà fatto un punto sulle vaccinazioni durante la Conferenza Stato-Regioni.

«È inutile inseguire decesso dopo decesso», aggiunge Fazio. E soprattutto «non andiamo a intasare gli ospedali, se no finisce che tutto va peggio», ribadisce rilanciando l’appello a rivolgersi in prima battuta ai medici di famiglia. L’influenza A, conferma ancora il viceministro, «normalmente non dà sintomi importanti. Li dà in una ristretta percentuale di pazienti: le categorie a rischio che vanno vaccinate», bimbi malati compresi. Le forme gravi in persone senza malattie pregresse, ricorda, sono da imputare a «una reazione immunitaria eccessiva». Questa provoca «una scarica di citochine», sostanze infiammatorie responsabili di «una polmonite interstiziale che può essere grave». Quanto ai bambini, precisa Fazio, si ammalano di più perchè vivono in comunità e non hanno difese specifiche, ma «non sono più a rischio» di complicanze. Non è detto, insomma, che se si ammalano lo facciano in modo per forza[ad]

«I bambini non sono a rischio»: il vice ministro alla Salute Ferruccio Fazio ribadisce che non esiste motivo di allarme generalizzato per l’influenza A. I più piccoli, ha spiegato , e quindi si ammalano di più ma, ha aggiunto Fazio, non sono più a rischio di sviluppare reazioni pericolose per l’organismo. «Fino adesso solo un paio di persone senza malattie croniche sono morte in Italia per influenza A – ha detto Fazio – in alcuni casi l’organismo, come per un eccesso di reazione immunitaria, produce una scarica di citochine che provocano una polmonite interstiziale». Fazio ha infine ribadito che da dicembre comincerà la vaccinazione per i bambini: «Ora non c’è il vaccino per iniziarla a tutti».

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Sul fronte delle vaccinazioni contro la nuova influenza A «ci sono delle difficoltà oggettive». Ma «l’ultima cosa che voglio è fare polemiche, perchè in questi casi, quando si parla degli interessi della gente, le polemiche sono davvero l’ultima cosa utile per i nostri cittadini» conclude Fazio.

La distribuzione dei vaccini alle regioni va avanti, assicura ancora Fazio: la prossima settimana saranno due milioni le dosi consegnate, 6 milioni entro fine mese. Le categorie che vanno subito vaccinate sono i malati cronici e le donne nel secondo e terzo trimestre di gravidanza.

Intanto letteralmente sotto assedio i medici di famiglia: secondo la Fimmg (la federazione della categoria), sono tre milioni gli italiani che ogni giorno si fanno visitare, ben un milione in più rispetto al solito. E dal ministero ribadiscono l’invito a non affollare i pronto soccorso in caso di sintomi sospetti, ma di chiamare il medico di famiglia. Ressa anche per le vaccinazioni: a Milano ieri si sono trovate in fila alla Asl oltre duecento persone, con un solo medico impegnato a somministrare vaccini.

Panico nell’Europa dell’Est

Il virus H1N1 sta seminando il panico nell’Europa d Est e a rendere ancora più profonda la paura, ci si mette anche una politica di comunicazione quanto mai confusa. Come nel caso della Romania, dove un segretario di Stato alla Salute – Adrian Strinu-Cercel – è arrivato a pronosticare 20mila morti nel paese. Ci ha rimesso il posto, ma nessuno se l’è sentita di smentire apertamente il dato. Oggi è letteralmente scoppiato il “caso Ucraina”, dove è giunto un gruppo d’esperti dell’Organizzazione mondiale della sanità. L’Alleanza atlantica (Nato), attraverso i suoi stati membri, ha iniziato a fornire aiuti umanitari in risposta a una richiesta d’aiuto del ministro degli Esteri di Kiev Petro Poroshenko. Nel paese sono stati calcolati già 71 morti e nove province sono state messe in quarantena, in particolare nell’area occidentale. L’Ufficio stampa della Nato ha spiegato che la Polonia, la Slovacchia hanno già provveduto a inviare a Kiev 200mila respiratori, mascherine e confezioni del farmaco antivirale Tamiflu. Altri paesi della Nato hanno promesso d’inviare nelle prossime ore ulteriori aiuti. La Croce rossa ungherese, invece, ha inviato mascherine, che è diventato un accessorio irrinunciabile per le persone del posto.

Articolo aggiornato al 04 Novembre 2009 ore 15.30

Articolo scritto da Stefano Picchi

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