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	<title>Sintomi - Salute e consigli pratici ai tuoi disturbi &#187; Speciali</title>
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	<description>Salute e consigli pratici ai tuoi disturbi</description>
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		<title>Centrali Nucleari: SI o NO? Scopri gli effetti sulla salute</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Mar 2011 09:39:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[centrali nucleari]]></category>
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		<description><![CDATA[Gli effetti sulla salute dell’esposizione alle radiazioni nucleari sono un argomento fortemente controverso e dibattuto dato che ci sono studi che sono volti a sottolineare con certezza l’altissima pericolosità dei loro effetti sulla salute, mentre altri studi tendono ad affermare che non è possibile concludere con estrema sicurezza che ci siano effetti negativi sulla salute delle radiazioni nucleari e che eventualmente tali danni non sono calcolabili con estrema precisione, così come si vuole far intendere. Qual è la verità?
Una recente indagine datata 2008, sugli effetti delle centrali nucleari sulla salute, ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!-- p { margin-bottom: 0.21cm; } --><a href="http://www.sintomi.eu/wp-content/uploads/centrali_nucleari.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-265" title="centrali_nucleari" src="http://www.sintomi.eu/wp-content/uploads/centrali_nucleari.jpg" alt="" width="220" /></a>Gli <strong>effetti sulla salute</strong> dell’esposizione alle radiazioni nucleari sono un argomento fortemente controverso e dibattuto dato che ci sono studi che sono volti a sottolineare con certezza l’altissima pericolosità dei loro effetti sulla salute, mentre altri studi tendono ad affermare che non è possibile concludere con estrema sicurezza che ci siano effetti negativi sulla salute delle radiazioni nucleari e che eventualmente tali danni non sono calcolabili con estrema precisione, così come si vuole far intendere. Qual è la verità?</p>
<p>Una recente indagine datata 2008, sugli effetti delle centrali nucleari sulla salute, e realizzata dall&#8217;<em>Ente governativo tedesco per il controllo radioattivo</em>, ha sottolineato una relazione diretta con <em><strong>un aumentato rischio di sviluppare tumori</strong></em>, soprattutto nei bambini con età inferiore ai 5 anni, nei quali è stata evidenziata un’incidenza maggiore di essere colpiti da <strong>leucemia</strong>: infatti è stato osservato che i bambini che vivono entro 5 km dai reattori sono soggetti ad un incremento del 75% del rischio di contrarre una leucemia rispetto ai coetanei che vivono almeno a più di 50 km di distanza; tale incremento si riduce al 25% tra i bambini distanti dai 5 ai10 km dai reattori, al 10% tra il 10 ed 30 km, allo 0,5% tra 30 e 50 km.</p>
<p>Diversamente studi condotti in altre nazioni hanno prodotto risultati completamente contrastanti, affermando che non è possibile concludere con certezza che ci sia alcuna evidenza statistica per l&#8217;aumento dei casi leucemici nelle vicinanze di un impianto nucleare, ma è altrettanto vero che non si può affermare con certezza nemmeno il contrario.  C’è grande controversia e confusione quindi sugli effetti delle radiazioni nucleari sulla salute.</p>
<p>Gli eventuali ed ipotetici danni sulla salute, causati dalle radiazioni nucleari e sostanze radioattive (quali <strong>iodio, cesio e stronzio)</strong>, che sono riportati dai vari studi, sono:</p>
<ul>
<li><strong>sintomi vari (nausea, diarrea, astenia cronica), </strong><strong>che 	sono solo</strong><strong> </strong>la punta dell’iceberg, 	l’anticamera per manifestazioni morbose, quali:</li>
<li><strong>danni 	multi organo (alterazioni funzionali di 1 o più organi),</strong></li>
<li><strong>infiammazioni 	cutanee e alla bocca</strong>,</li>
<li>p<strong>erdita 	di peli e capelli,</strong></li>
<li><strong>emorragie 	sottocutanee,</strong></li>
<li>danni al 	<strong>sistema immunitario, </strong></li>
<li><strong>cambiamenti 	nei geni del corpo, </strong>i quali possono portare allo sviluppo 	di malattie come il <strong>cancro</strong>. Le malattie causate 	dalle radiazioni <strong>tendono ad emergere circa 10-15 anni dopo 	un disastro nucleare</strong>.</li>
<li><strong>tumori 	nelle prime fasi della vita del nascituro</strong>: di recente in un 	commento sulla rivista <em>Environmental Health</em> è stata avanzata 	l&#8217;ipotesi che alcuni radionuclidi, quali il trizio, il carbonio 14, 	i gas nobili radioattivi (come kripton, argon, xeno, solitamente 	rilasciati dagli impianti insieme al vapor acqueo) vengano assorbiti 	nel suolo e quindi nella frutta e nei vegetali e che quindi si 	ritrovino nella catena alimentare aumentando l’incidenza di queste 	malattie; inoltre le donne in gravidanza esposte a queste sostanze 	radioattive le trasmetterebbero ai feti con conseguente<strong> imprinting cellulare</strong>, cioè la scelta delle componenti geniche 	da attivare e quelle da disattivare nella funzione nucleare, che 	indurrebbe <strong>tumori nelle prime fasi della vita del nascituro</strong>. 	In effetti anche degli studi canadesi dimostrano che la 	concentrazione di trizio in frutta, verdura, carne, latte e uova è 	tanto più alta quanto più si è vicini all&#8217;impianto nucleare e 	l’incidenza di queste malattie per il nascituro è di circa il 70% 	superiore.</li>
</ul>
<p><strong>Gli eventuali effetti sanitari</strong> (speriamo si no!) delle radiazioni ionizzanti in seguito all’incidente nucleare <strong>in Giappone</strong> dipenderebbero dalle dosi e dalla durata dell’esplosione, con possibilità di <strong>danni immediati e a più lunga latenza.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>I danni immediati</strong> più importanti, a detta di Umberto Tirelli direttore del Dipartimento di oncologia medica dell’Istituto nazionale tumori di Aviano, sono quelli a carico:</p>
<ul>
<li><strong>di tiroide</strong>,</li>
<li><strong>midollo 	osseo</strong>, fino alla aplasia (mancanza o sviluppo incompleto di un 	organo o tessuto) dello stesso con infezioni,</li>
<li><strong>pelle</strong>, 	eritemi cutanei fino all’ulcerazione,</li>
<li><strong>intestino</strong>, 	con infezioni intestinali ricorrenti,</li>
<li><strong>polmone</strong>, 	con infezioni polmonari ricorrenti,</li>
<li><strong>organi 	riproduttivi</strong>, con rischio di sterilità,</li>
<li><strong>occhio</strong>, 	danno del cristallino con cataratta,</li>
</ul>
<p>tutti i tessuti ultrasensibili che si riproducono rapidamente.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>I danni a più lunga latenza</strong>, che si incominciano a sviluppare dopo 10 anni circa dall’esposizione a tali fonti nocive, consistono nello <strong>sviluppo di tumori nelle parti del corpo suddette</strong>.</p>
<p>Una misura preventiva potrebbe essere <em><strong>la somministrazione di pillole di iodio non radioattivo</strong></em>, così come sta avvenendo in Giappone con la popolazione a rischio, che funzionano come uno scudo e servono per evitare che la tiroide (dato che assorbe le sostanze radioattive disperse nell’atmosfera, come iodio e cesio) venga attaccata dallo iodio radioattivo, che potrebbe provocare tumori della stessa; poco invece possono questi farmaci su tessuti più esposti come pelle, occhi o organi genitali.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Come detto è un argomento fortemente controverso e per il quale ci sono opinioni discordanti e molta confusione a proposito, però per giustezza di cronaca è doveroso ricordare che anche i danni alla salute delle tante “centrali elettriche classiche” e non solo, di cui il nostro paese è strapieno, sono responsabili purtroppo di un&#8217;ampia gamma di malattie, per la stragrande maggioranza mortali, che per incidenza superano quelle determinate dalle centrali nucleari.</p>
<p>Sicuramente di diverso c’è che uno scoppio di una centrale elettrica non comporterebbe un disastro di entità così immane come quello di una centrale nucleare, anche se il caso italiano, almeno per quanto riguarda la sismicità, proprio in virtù di una conformazione geofisica diversa, non è paragonabile.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>A noi e ai posteri ardua sentenza!</p>
<p style="text-align: right;"><em><strong>Articolo a cura di Stefano Picchi</strong></em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Terapie con le staminali: ancora non ci siamo!</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Mar 2011 18:39:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Speciali]]></category>
		<category><![CDATA[cellule staminali]]></category>
		<category><![CDATA[staminali]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;entusiasmo dei ricercatori, amplificato da tutti i mezzi di comunicazione, ha creato forse un&#8217;eccessiva attesa per tutti i soggetti affetti da gravi malattie che intravedevano nella cura con le cellule staminali un qualcosa di quasi miracoloso, proprio in virtù delle intrinseche caratteristiche di queste cellule, che hanno la possibilità di potersi trasformare in ogni tipo cellulare: epatiche, neuronali, muscolari, ecc…
Purtroppo però la realtà è che le ricerche e gli studi in atto sono ancora in una fase puramente sperimentale e purtroppo per verità e chiarezza di informazione dobbiamo dire che ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!-- p { margin-bottom: 0.21cm; } --><a href="http://www.sintomi.eu/wp-content/uploads/cellule-staminali.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-261" title="cellule-staminali" src="http://www.sintomi.eu/wp-content/uploads/cellule-staminali.jpg" alt="" width="220" /></a>L&#8217;entusiasmo dei ricercatori, amplificato da tutti i mezzi di comunicazione, ha creato forse un&#8217;eccessiva attesa per tutti i soggetti affetti da gravi malattie che intravedevano nella cura con le <span style="text-decoration: underline;"><strong>cellule staminali</strong></span> un qualcosa di quasi miracoloso, proprio in virtù delle intrinseche caratteristiche di queste cellule, che hanno la possibilità di potersi trasformare in ogni tipo cellulare: epatiche, neuronali, muscolari, ecc…</p>
<p>Purtroppo però la realtà è che le ricerche e gli studi in atto sono ancora in una fase puramente sperimentale e purtroppo per verità e chiarezza di informazione dobbiamo dire che in data odierna <strong>non vi sono malattie che possano giovarsi delle staminali </strong>per ottenere risultati clinicamente apprezzabili.</p>
<p>Ha suscitato interesse qualche settimana fa un appello lanciato dalla <span style="text-decoration: underline;">Società per la Ricerca sulle Cellule Staminali degli Stati Uniti </span>al fine di proteggere i pazienti dai ciarlatani che propongono terapie utilizzando cellule staminali per la cura delle più svariate patologie, ricordando che non ci sono effetti benefici comprovati di tali terapie, mentre gli effetti avversi sono ancora numerosi: quindi è una procedura terapeutica molto rischiosa e poco etica!</p>
<p>Bisogna però anche comprendere che quando ci si trova in una situazione disperata e quando la medicina ufficiale si arrende di fronte alla malattia, è difficile resistere alla tentazione di ricorrere a qualsiasi trattamento terapeutico tentando anche improbabili rimedi e mettendo la logica da parte pur di trovare una cura insperata. Atteggiamento sacro santo, però molte persone e molti centri speculano sulle malattie delle persone sia per scopo di lucro sia per fare sperimentazioni e testare effetti (benefici e non) di improbabili trattamenti su pazienti affetti da gravi malattie che ricercano la cura a tutti i costi!</p>
<p>Si calcola che siano più di 200 centri che alimentano questo tragico mercato, localizzati soprattutto in Cina, Ucraina, Bulgaria ed altri Paesi dove i controlli delle autorità sono bassi ed i guadagni alti.</p>
<p>Non si sa quali tipi di cellule vengano utilizzati e somministrati al paziente, né quali siano le basi sperimentati che legittimano tali interventi.</p>
<p>Da analisi recenti si è osservato che i benefici non sono documentabili, mentre sono stati osservati gravi effetti collaterali quali, fra i più frequenti, meningiti ed alterazioni cerebrali, alterazioni funzionali di vari organi.</p>
<p>E’ importante che i ricercatori cellule staminali, che si occupano, in maniera seria e rispettosa della salute del paziente, il Ministero della Salute e le Asl, si impegnino per evitare questi inutili viaggi della speranza.</p>
<p><em><span style="text-decoration: underline;"><strong>Il nostro sincero e trasparente messaggio</strong></span></em> è di dire che chiunque si voglia esporre al rischio di queste cure deve sapere che tali trattamenti non hanno nessuna conferma ed approvazione scientifica e quindi vi sono più probabilità di peggiorare la propria situazione e quindi arrecarsi un danno senza avere benefici apprezzabili.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>Articolo a cura di Stefano Picchi</em></strong></p>
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		<title>Studiare riduce il rischio di malattie al cuore</title>
		<link>http://www.sintomi.eu/studiare-riduce-il-rischio-di-malattie-al-cuore/</link>
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		<pubDate>Tue, 01 Mar 2011 13:12:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lorenzo.mione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Speciali]]></category>
		<category><![CDATA[ipertensione]]></category>
		<category><![CDATA[malattie cardiache]]></category>
		<category><![CDATA[studiare fa bene al cuore]]></category>

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		<description><![CDATA[Nella letteratura medica si è ampiamente parlato di ciò che fa male al cuore e dei metodi di prevenzione, ma questa è una novità sorprendente, che studiare fa bene al cuore e alla circolazione. L’annuncio arriva da un gruppo di ricercatori del Massachusetts che hanno raccolto i dati delle cartelle cliniche di 4.000 pazienti osservati nelle strutture sanitarie in un arco di tempo di trent’anni. Dall’osservazione è emerso che i soggetti con un grado di istruzione più alto hanno valori della pressione arteriosa più bassi rispetto ai  meno scolarizzati e ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.sintomi.eu/wp-content/uploads/cuore1.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-252" src="http://www.sintomi.eu/wp-content/uploads/cuore1.jpg" alt="cuore malattie studiare ipertensione prevenzione" width="220" /></a>Nella letteratura medica si è ampiamente parlato di ciò che fa male al cuore e dei metodi di prevenzione, ma questa è una novità sorprendente, che <strong>studiare fa bene al cuore</strong> e alla circolazione. L’annuncio arriva da un gruppo di ricercatori del Massachusetts che hanno raccolto i dati delle cartelle cliniche di 4.000 pazienti osservati nelle strutture sanitarie in un arco di tempo di trent’anni. Dall’osservazione è emerso che i <strong>soggetti con un grado di istruzione più alto hanno valori della pressione arteriosa più bassi</strong> rispetto ai  meno scolarizzati e l’ipertensione è la principale causa di <strong>patologie cardiovascolari</strong> anche gravi. Dalla statistica è risultato che donne e uomini<strong> laureati </strong>sono <strong>meno grassi</strong> di quelli con un livello di istruzione inferiore e fanno un uso più moderato di <strong>alcool</strong> e <strong>fumo</strong> di sigaretta, tutti elementi che, si sa, fanno male al cuore e alla circolazione e favoriscono l’<strong>ipertensione</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Nello specifico è stato osservato che i <strong>laureati </strong>hanno valori medi di <strong>pressione arteriosa </strong>inferiori di 2,6 punti rispetto ai diplomati, mentre nelle donne i dati di variazione sono risultati più sensibili con un distacco di 3,26 mm di mercurio rispetto alle non diplomate. A monte di questi risultati sta sicuramente la differenza di <strong>stile di vita</strong> che, oltre ad essere legata o meno alla dipendenza da alcool e fumo, nelle persone più istruite cambia notevolmente grazie ad impieghi più soddisfacenti e alla possibilità di vivere in zone economicamente più sviluppate. Secondo il professor Eric Loucks, responsabile dell’indagine medica, soprattutto le donne con un’istruzione inferiore hanno più probabilità di soffrire di <strong>depressione</strong> e di diventare genitori single conducendo la propria vita in zone povere e al di sotto della soglia di povertà, tutti elementi che minacciano la salute del cuore.</p>
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		<title>Mix Virale per l&#8217;influenza 2010 e novità sul vaccino</title>
		<link>http://www.sintomi.eu/mix-virale-per-linfluenza-2010-e-novita-sul-vaccino/</link>
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		<pubDate>Tue, 26 Oct 2010 17:44:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Speciali]]></category>
		<category><![CDATA[h1n1]]></category>
		<category><![CDATA[influenza]]></category>
		<category><![CDATA[influenza 2010]]></category>
		<category><![CDATA[vaccino]]></category>

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		<description><![CDATA[
Cari amici pare proprio che quest’anno l’influenza stagionale arriverà in anticipo sul calendario ed in anticipo anche rispetto alla così tanto temuta influenza suina che ha tergiversato l’anno scorso. Purtroppo, ahinoi, non s&#8217;annuncia una passeggiata: secondo gli esperti, faremo i conti con una febbre che porterà la nostra temperatura corporea sopra i 38°C già nella prima metà di ottobre, ma è solo verso la metà di novembre che si registrerà il picco dei contagi: quindi più di un mese prima rispetto al tipico boom del periodo natalizio.
Tutto questo presenta una’analogia ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.sintomi.eu/wp-content/uploads/39755_influenza.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-240" title="39755_influenza" src="http://www.sintomi.eu/wp-content/uploads/39755_influenza.jpg" alt="" width="220" /></a>Cari amici pare proprio che quest’anno l’influenza stagionale arriverà in anticipo sul calendario ed in anticipo anche rispetto alla così tanto temuta influenza suina che ha tergiversato l’anno scorso. Purtroppo, ahinoi, non s&#8217;annuncia una passeggiata: secondo gli esperti, faremo i conti con una febbre che porterà la nostra temperatura corporea sopra i 38°C già nella prima metà di ottobre, ma è solo verso la metà di novembre che si registrerà il picco dei contagi: quindi più di un mese prima rispetto al tipico boom del periodo natalizio.</p>
<p style="text-align: justify;">Tutto questo presenta una’analogia con già quanto successo l’anno scorso per l’influenza suina, come conferma anche Gianni Rezza, direttore del Dipartimento di malattie infettive all&#8217;Istituto superiore di sanità di Roma, che ammette che è molto probabile che l&#8217;andamento si ripeta, tant&#8217;è che il ministero della Salute ha dato il via libera alla campagna di vaccinazione antinfluenzale con gran tempismo, consigliandolo soprattutto a quei pazienti i a rischio (per esempio gli anziani sopra i 65 anni, i pazienti affetti da diabete, malattie croniche respiratorie, cardiovascolari, epatiche, ematologiche, neurologiche o neuromuscolari, i soggetti immunodepressi).<br />
La campagna di vaccinazione è partita dal 1° ottobre per guadagnare terreno sul nemico e proteggere così la popolazione prima che si diffonda troppo l&#8217;infezione.</p>
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</p>
<p style="text-align: justify;">Fabrizio Pregliasco, virologo all&#8217;Università di Milano, spiega che nel mirino del nuovo vaccino ci sono 3 indiziati, con in testa….indovinate chi? Si ancora colui che ci ha “terrorizzato” per tutto l’anno scorso, ovvero <strong>il virus H1Nl</strong>, che è tutt&#8217;altro che sparito, anzi, predominante più che mai sulla scena. Ma purtroppo per noi non è solo, ma insieme a lui figurano altri <strong>due virus d&#8217;origine australiana</strong>: uno del <em><span style="text-decoration: underline;"><strong>ceppo A</strong></span></em>, nello specifico una nuova variante H3N2 apparsa nella città di Perth, e l&#8217;altro del <em><span style="text-decoration: underline;"><strong>ceppo B</strong></span></em>, chiamato Brisbane dal luogo in cui è stato rilevato.</p>
<p style="text-align: justify;">Questi sono i 3 virus che hanno spadroneggiato durante 1&#8242;inverno nell&#8217;emisfero Sud, ormai agli sgoccioli, e che ci aspettiamo di veder approdare a breve anche dalle nostre parti. E’ bene precisare che questa è solo una previsione, che seppur la più fondata e probabile, comunque sempre previsione rimane, fatta sulla base dell’esperienza trascorsa.</p>
<p style="text-align: justify;">Sappiamo bene che i virus sono sfuggenti, mutano frequentemente, sono in grado di adattarsi bene</p>
<p style="text-align: justify;">all&#8217;ambiente e agli ospiti che incontrano; però nei confronti degli agenti influenzali in continua evoluzione, esiste una fitta rete di sorveglianza internazionale predisposta dall&#8217;Organizzazione mondiale della sanità, un sistema di sorveglianza che insegue i virus studiandone le caratteristiche e stilando l&#8217;identikit, per poi diramarlo ai laboratori predisposti per la controffensiva: è proprio su questa previsione che viene preparato il nuovo vaccino antinfluenzale.</p>
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</p>
<p style="text-align: justify;">In tema di <span style="text-decoration: underline;"><strong>vaccino</strong></span> quest&#8217;anno sì torna alla “normalità”: un solo siero; potremmo dire che prendiamo 3 piccioni con una fava, dal momento che questo vaccino offre una buona copertura contro tutti e 3 i virus. Quindi non più come l’anno scorso, in cui erano stati eccezionalmente allestiti 2 vaccini diversi fra loro, seppur integrabili: uno per l&#8217;influenza classica, indirizzato ad alcune fasce di popolazione tra cui gli anziani, e l&#8217;altro preparato a tempo di record per fronteggiare l&#8217;emergenza della suina, particolarmente aggressiva con pazienti immunodepressi o con malattie croniche respiratorie e/o cardiovascolari.</p>
<p style="text-align: justify;">Pregliasco afferma che nella nuova formulazione si trovano combinati il vaccino tradizionale e quello pandemico, cioè quello per la suina, anche se per correttezza di informazione il virus H1N1 è stato, diciamo così, declassato nella grande famiglia dei virus stagionali. Però questo non significa che assieme agli altri suoi amichetti sia da sottovalutare e che non ci possa creare problemi, anzi si pensa che questo <strong>mix virale metterà sotto le coperte tra i 2 ed i 5 milioni di italiani.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Rezza dice che anticipare la campagna di vaccinazione è una mossa prudente per contenere infezioni ed eventuali complicazioni da esse scaturanti; inoltre il livello degli anticorpi che verranno prodotti difenderà l&#8217;organismo per almeno 7-8 mesi nella maggior parte dei vaccinati, anziani compresi, mentre l&#8217;efficacia del vaccino si aggira tra il 70 e il 90 % negli adulti, e poco meno nei bimbi, a seconda della corrispondenza effettiva tra composizione del vaccino e virus circolanti. E’ bene precisare però che in questo periodo non gireranno solo i 3 virus inseriti nel vaccino, ma si può entrare a contatto anche con altri virus, quali adenovirus, rinovirus e coronavirus, che causano malattie simil-influenzali, con diarree, nausea e mal di pancia.</p>
<p style="text-align: justify;">Inoltre questo vaccino rappresenta anche una soluzione per chi odia le punture, in quanto è un <span style="text-decoration: underline;"><strong>vaccino intradermico</strong></span>, rivolto ai pazienti dai 18 anni in su. Quindi una siringa con un mini-ago di 1,5 mm penetra sotto la pelle anziché nel muscolo, attivando una serie di meccanismi biologici nello strato sottocutaneo (il derma) e un&#8217;ampia risposta immunitaria.</p>
<p style="text-align: justify;"><em><span style="text-decoration: underline;">Tale vaccinazione è indicata</span></em> soprattutto agli anziani, che in un caso su tre restano a rischio d&#8217;infezione, nonostante il vaccino, per l&#8217;indebolimento delle loro difese immunitarie.</p>
<p style="text-align: right;"><em>Articolo a cura di Stefano Picchi</em></p>
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		<title>I cibi grassi come una droga</title>
		<link>http://www.sintomi.eu/i-cibi-grassi-come-una-droga/</link>
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		<pubDate>Sat, 01 May 2010 08:22:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Questo studio è stato condotto in America, dove è noto che il sovrappeso e obesità sono un problema da anni, e poi pubblicato su Nature Neuroscience, il quale rivela come i cibi grassi abbiano sulle persone il medesimo effetto della droga: le “schifezze” che ci mangiamo danno dipendenza proprio come eroina, cocaina e fumo.
Paul Kenny ha svolto tale studio introducendo nella gabbietta dei topi da laboratorio, oltre agli alimenti coi quali sono abitualmente nutriti, diversi cibi grassi quali: torta glassata, pancetta affumicata e salsiccia, a loro disposizione 24 ore su ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.sintomi.eu/wp-content/uploads/cibo-dipendenza.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-225" title="cibo-dipendenza" src="http://www.sintomi.eu/wp-content/uploads/cibo-dipendenza.jpg" alt="" width="220" /></a>Questo studio è stato condotto in America, dove è noto che il sovrappeso e obesità sono un problema da anni, e poi pubblicato su <em>Nature Neuroscience, </em>il quale rivela come i cibi grassi abbiano sulle persone il medesimo effetto della droga: le “schifezze” che ci mangiamo danno dipendenza proprio come eroina, <strong>cocaina</strong> e <strong>fumo</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Paul Kenny ha svolto tale studio introducendo nella gabbietta dei topi da laboratorio, oltre agli alimenti coi quali sono abitualmente nutriti, diversi cibi grassi quali: torta glassata, pancetta affumicata e salsiccia, a loro disposizione 24 ore su 24. Gli animali inizialmente erano titubanti verso questi nuovi cibi, poi hanno iniziato a mangiarne sempre di più e a diventare inevitabilmente sempre più grassi e si è visto che nel tempo <strong>il</strong><strong> </strong><strong>cibo spazzatura </strong><strong>ha indebolito i circuiti cerebrali</strong><strong> </strong>della ricompensa, come avviene nei tossicodipendenti.</p>
<p style="text-align: justify;">Per capire come la dipendenza induceva ad assumere una sostanza pericolosa, gli scienziati hanno associato a tali cibi grassi un segnale luminoso e una stimolazione dolorifica proiettata alla zampa e si evidenziò che, mentre i ratti normali stimolati dall’impulso rinunciavano allo spuntino, quelli obesi non riuscivano a smettere di ingozzarsi nonostante la stimolazione dolorifica.</p>
<p style="text-align: justify;">Anche in Italia l&#8217;obesità ormai diventa un&#8217;emergenza sociale: infatti circa 4 milioni di adulti sono in sovrappeso ed 1 su 10 è obeso e purtroppo in questa categoria non sono esclusi i giovanissimi tra i 4 e 17 anni di cui un terzo è sovrappeso e il 5% è obeso.</p>
<p style="text-align: justify;">
Ecco qui riportato un elenco di cibi da evitare o da mangiare con molta attenzione o concedersi una volta ogni tanto.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>CIOCCOLATO</strong><strong><br />
</strong>Se avete voglia di cioccolato meglio il <strong>fondente</strong> che quello al latte: infatti il cioccolato fondente che ha un’alta percentuale di cacao (la percentuale minima deve essere del 70%) è utile per la circolazione sanguigna e per il cuore, grazie ai flavonoidi in esso presente.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>DOLCI</strong><strong><br />
</strong>I <strong>dolci</strong> contengono zucchero, farina, uova, latte, burro, cacao, marmellata, frutta secca, canditi e via dicendo. I dolci con le <strong>creme</strong> sono quelli più ipercalorici e quindi i più grassi e difficilmente digeribili, mentre quelli a lievitazione naturale sono in genere più facili da digerire. Questo non vuol dire però che tali prelibatezze debbano essere eliminati dalla propria dieta, ma bisogna avere il senso della misura senza abusarne.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><strong>HAMBURGER</strong><strong><br />
</strong>Se sommate<strong> c</strong>arne, pane (solitamente ricco di conservanti e non fresco e quindi più calorico e meno digeribile), salse, formaggi, e per contorno non ci possiamo far mancare le patatine fritte con una fresca bibita gasata e zuccherata per mandare giù il tutto, potete ben capire che portata ipercalorica possa avere tale pasto.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><strong>PRODOTTI DI ORIGINE ANIMALE<br />
Non tutti i cibi di origine animale sono uguali: manzo</strong> agnello, maiale contengono quantità di grassi differenti. Il manzo e il maiale hanno il 20/30% di grassi saturi: le uova sono sicuramente una buona fonte di proteine, ma contengono anche grassi e colesterolo.</p>
<p style="text-align: justify;">La carne dei pesci, sgombri, sardine e salmone è generalmente più magra e ricca di omega3, che proteggono dalle malattie cardiovascolari.<strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><strong>ALIMENTI FRITTI</strong><br />
Le alte temperature modificano la struttura molecolare dei grassi, producendo sostanze tossiche per l’organismo. L’olio più indicato da utilizzare è quello di semi di arachidi, che hanno un livello più basso di grassi polinsaturi rispetto ad altri tipi.</p>
<p style="text-align: right;">Articolo di Stefano Picchi</p>
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		<title>Mio figlio sarà un fumatore? E&#8217; già scritto nel DNA</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Apr 2010 18:15:48 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[E&#8217; tutto scritto nel DNA. Pare che la scoperta degli scienziati del Tabacco and Genetics Cosortium ha permesso di identificare i nuovi marcatori genetici associati all&#8217;attitudine al fumo. Ciò significa che nelle variazioni dei cromosomi 9, 10, 11 e 15 è già scritta, ossia presente, la propensione al fumo, alle bionde, all&#8217;intenzione di smettere e al numero di sigarette verranno fumate giornalemente. Pare assurdo ma lo studio ha dato questi risultati. E in merito, il Direttore Scientifico dell&#8217;Ospedale Pediatrico Bambino Gesù ha così commentato questa strana scoperta: «Dal punto di ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.sintomi.eu/wp-content/uploads/bambino-che-fuma.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-213" title="bambino-che-fuma" src="http://www.sintomi.eu/wp-content/uploads/bambino-che-fuma.jpg" alt="" width="220" /></a>E&#8217; tutto scritto nel <strong>DNA</strong>. Pare che la scoperta degli scienziati del <strong>Tabacco and Genetics Cosortium</strong> ha permesso di identificare i nuovi marcatori genetici associati all&#8217;attitudine al fumo. Ciò significa che nelle variazioni dei cromosomi 9, 10, 11 e 15 è già scritta, ossia presente, la propensione al fumo, alle bionde, all&#8217;intenzione di smettere e al numero di <strong>sigarette</strong> verranno fumate giornalemente. Pare assurdo ma lo studio ha dato questi risultati. E in merito, il Direttore Scientifico dell&#8217;<strong>Ospedale Pediatrico Bambino Gesù</strong> ha così commentato questa strana scoperta: «Dal punto di vista pratico, di vantaggio per il fumatore, l&#8217;aver confermato la matrice genetica del vizio del fumo è di scarsa rilevanza. La propensione alle sigarette è un &#8216;carattere complesso&#8217; che dipende sì dai geni, ma in maniera ancor più considerevole dal contesto ambientale. Pertanto è proprio sull&#8217;ambiente che è necessario intervenire con iniziative di educazione per contrastare il fenomeno».</p>
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</p>
<p style="text-align: justify;">Il Italia sono circa un milione e duecentomila i minorenni che ogni giorno fumano il loro pacchetto di sigarette. Tanto può dipendere dall&#8217;ambiente in cui si vive e si cresce, dalle abitudini famigliari e dal rapporto che si ha col fumo: di certo, è molto più facile pensare che un bambino sarà un fumatore se in famiglia i genitori sono <strong>fumatori</strong> e, nel caso contrario, pensare che il bambino non accenderà mai una sigaretta nel caso in cui, in famiglia, i genitori non abbiano intrapreso la strada della nube nera.</p>
<p style="text-align: justify;">Una dipendenza che nuoce gravemente alla salute, quindi, accomuna grandi e piccini, una dipendenza che sembra appunto possedere il povero umano che ci casca. E quando ai tanti fumatori della fascia adulta si aggiungono anche quelli di taglia più piccola, la situazione diventa ancor più preoccupante. Ricordiamo che l&#8217;Ospedale Pediatrico Bambino Gesù è stata la prima struttura pediatrica italiana a bandire il fumo anche dalle aree all&#8217;aperto, coerentemente con l&#8217;impegno dedicato ogni giorno sul fronte della ricerca scientifica, dell&#8217;assistenza, dell&#8217;educazione alla salute e del miglioramento della qualità della vita di tutti.</p>
<p style="text-align: justify;">Sarepere se i nostri piccoli ed adorati figli saranno dei futuri fumatori può aiutare? Questo ancora non si sa.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Spagna: il primo trapianto di faccia</title>
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		<pubDate>Fri, 23 Apr 2010 08:26:19 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[E&#8217; stato effettuato lo scorso 20 Marzo il primo trapianto totale di faccia al mondo per un giovane paziente reduce di un incidente. Il giovane era nella totale impossibilità di respirare , parlare o deglutire ma i medici ora assicurano: «Al più presto potrà anche tornare a sorridere». E&#8217; stato fatto all&#8217;ospefale di Vall D&#8217;Hebron di Barcellona il grande passo avanti della chirurgia.



L&#8217;operazione è durata circa 22 ore ed ha implicato il trapianto del naso, degli zigomi, della mandibola, dei muscoli facciali, della mascella, delle labbra, delle arcate dentarie, del ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.sintomi.eu/wp-content/uploads/trapianto-faccia.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-199" title="trapianto-faccia" src="http://www.sintomi.eu/wp-content/uploads/trapianto-faccia.jpg" alt="" width="220" /></a>E&#8217; stato effettuato lo scorso 20 Marzo il primo trapianto totale di faccia al mondo per un giovane paziente reduce di un incidente. Il giovane era nella totale impossibilità di respirare , parlare o deglutire ma i medici ora assicurano: «Al più presto potrà anche tornare a sorridere». E&#8217; stato fatto all&#8217;ospefale di <strong>Vall D&#8217;Hebron di Barcellona</strong> il grande passo avanti della chirurgia.</p>
<p style="text-align: justify;"><script type="text/javascript"><!--
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</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;operazione è durata circa 22 ore ed ha implicato il trapianto del naso, degli zigomi, della mandibola, dei muscoli facciali, della mascella, delle labbra, delle arcate dentarie, del palato, della pelle e dei capillari del volto. E&#8217; stato considerato il primo trapianto totale di faccia poiché i precedenti interessavano il trapianto parziale di singole zone del volto umano. A realizzare il trapianto è stata una equipe di trenta medici che hanno come ridisegnato il volto del giovane, reso deforme cinque anni fa&#8217;.</p>
<p style="text-align: justify;">I medici della nuova frontiera della chirurgia hanno potuto ricostruire una replica del volto del giovane paziente attraverso l&#8217;utilizzo dei tessuti di un donatore. Durante la conferenza stampa il dottor Joan Pere Barret, a capo dell&#8217;equipe di medici del centro che hanno portato a termine la loro importante missione, ha detto che, secondo i famigliari del giovane, i tratti somatici ricostruiti sono molto simili a quelli del paziente prima dell&#8217;incidente. Ma qual è stata la reazione del paziente dopo il trapianto? A distanza di una settimana dal trapianto il giovane, accompagnato e sostenuto da psicologi, ha guardato il suo nuovo volto allo specchio e ne è stato contento, soddisfatto e piuttosto tranquillo.</p>
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		<title>I Vaccini antinfluenzali non sono proprio così sicuri</title>
		<link>http://www.sintomi.eu/i-vaccini-antinfluenzali-non-sono-proprio-cosi-sicuri/</link>
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		<pubDate>Sun, 14 Mar 2010 23:11:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ormai milioni di persone ricorrono alla vaccinazione per l’influenza (stagionale e non) e tutto questo è dettato anche dai ritmi frenetici della società moderna, in cui non si vuole rimanere a casa per perdere giorni di lavoro o di scuola, oltre che per prevenire il malessere, seppur blando per la maggior parte dei soggetti, arrecato dalla patologia stessa.
Prima di affrontare gli effetti collaterali del vaccino antinfluenzale, è opportuno sottolineare due aspetti:
1. il vaccino antinfluenzale inattivato contiene parti non contagiose dei virus uccisi che non possono provocare l’influenza;
2. in seguito alla vaccinazione, possono ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.sintomi.eu/wp-content/uploads/vaccino-influenza-A-per-i-bambini.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-196" title="vaccino-influenza-A-per-i-bambini" src="http://www.sintomi.eu/wp-content/uploads/vaccino-influenza-A-per-i-bambini.jpg" alt="" width="220" /></a>Ormai milioni di persone ricorrono alla vaccinazione per l’influenza (stagionale e non) e tutto questo è dettato anche dai ritmi frenetici della società moderna, in cui non si vuole rimanere a casa per perdere giorni di lavoro o di scuola, oltre che per prevenire il malessere, seppur blando per la maggior parte dei soggetti, arrecato dalla patologia stessa.</p>
<p style="text-align: justify;">Prima di affrontare gli effetti collaterali del vaccino antinfluenzale, è opportuno sottolineare due aspetti:</p>
<p style="text-align: justify;">1. il vaccino antinfluenzale inattivato contiene parti non contagiose dei virus uccisi che non possono provocare l’influenza;<br />
2. in seguito alla vaccinazione, possono verificarsi casuali malattie respiratorie non associate alla vaccinazione stessa.</p>
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</p>
<p style="text-align: justify;">Il vaccino di solito è ben tollerato, ma in alcuni casi (un caso su quattro) si possono manifestare, seppur per breve tempo, una reazione cutanea con arrossamento e gonfiore nella sede in cui è stata effettuata la vaccinazione. In genere, queste reazioni locali sono lievi e solo di rado interferiscono con la capacità del soggetto di svolgere le proprie attività quotidiane.</p>
<p style="text-align: justify;">Il vaccino antinfluenzale contiene solo virus in forma non infettiva e non può provocare l’influenza. Tuttavia in un numero ridotto di individui, si riscontrano:</p>
<ul>
<li>Febbre</li>
<li>malessere,</li>
<li>dolori muscolari</li>
<li> mal di testa e di breve durata (massimo 48 ore) in forma molto lieve.</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Tali sintomi, che colpiscono di solito coloro che si vaccinano per la prima volta, possono presentarsi a distanza di 6-12 ore dalla vaccinazione e possono durare per 1-2 giorni. Nei bambini possono verificarsi brividi, mal di testa o senso di nausea. I soggetti già affetti da malattie respiratorie possono riscontrare un peggioramento dei sintomi. Di norma, nessuna di queste reazioni dura per più di qualche giorno.</p>
<p style="text-align: justify;">Reazioni allergiche immediate (orticaria, angioedema , ossia un rigonfiamento diffuso del tessuto sottocutaneo e delle mucose, ed asma) sono in genere dovute ad ipersensibilità alle proteine dell’uovo, mentre in altri soggetti sono stati osservati effetti collaterali di natura allergica. Questi possono essere ricondotti a un’intolleranza all’albumina, dato che l’uovo, in cui viene coltivato il virus, non può essere estratto del tutto: tali soggetti devono sottoporsi al vaccino solo se il medico lo ritiene necessario.</p>
<p style="text-align: justify;">La vaccinazione deve essere rinviata in caso di sindromi influenzali.</p>
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</p>
<p style="text-align: justify;">Facendo riferimento ad alcuni recenti lavori scientifici vengono messi in luce l’esistenza di possibili rischi gravi da vaccinazione antinfluenzale, quali ad esempio la <strong><span style="text-decoration: underline;">sindrome di Guillaine-Barrè</span>, di cui ultimamente si è parlato tanto proprio perché alcune persone si sono ammalate in seguito alla vaccinazione fatta per il virus H1N1.</strong> Questi studi evidenziano <strong>67 banali eventi post-vaccinali ogni 100.000 dosi di vaccino e 16,7 eventi avversi seri ogni 100.000 dosi</strong>, come la <strong>sindrome di Guillaine-Barrè,</strong> con insorgenza della malattia<strong> </strong>dopo 3-4 settimane dalla vaccinazione.<strong></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="text-decoration: underline;">La sindrome di Guillain-Barré</span></strong> è una forma di neuropatia acquisita da demielinizzazione, probabilmente di natura autoimmune.</p>
<p style="text-align: justify;">La debolezza, relativamente simmetrica e accompagnata da parestesie, esordisce in genere alle gambe, progredendo poi alle braccia. La debolezza è sempre più evidente dei sintomi di tipo sensitivo ed è più frequente, inizialmente, a livello prossimale..</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Questa è una malattia di competenza neurologica che presenta</strong> un esordio acuto e si manifesta con parestesie e bruciori alle dita di mani e piedi, ipostenia(riduzione della forza muscolare) simmetrica progressiva prima distale poi prossimale, dolori muscolari, deficit della sensibilità discriminativa profonda (pressione, vibrazione):  la debolezza è sempre più evidente dei sintomi di tipo sensitivo. Ci sono anche deficit dei nervi cranici: paralisi facciale, deficit degli oculomotori, sindrome bulbare. C&#8217;è anche una perdita dei riflessi tendinei profondi. La malattia è preceduta 1-2 settimane prima da un&#8217;infezione delle vie aeree superiori o da una diarrea da Campylobacter Jejuni. Sono possibili delle gravi sequele e delle recidive.</p>
<p style="text-align: justify;">Molti pazienti migliorano in un periodo di alcuni mesi; circa il 30% degli adulti, e sempre più bambini, presenta debolezza muscolare residua a distanza di tre anni. I difetti residui possono richiedere l&#8217;applicazione di apparecchi ortopedici o la chirurgia correttiva.</p>
<p style="text-align: justify;">Circa il 10% dei pazienti presenta ricadute dopo un miglioramento iniziale, andando così incontro a <strong>polineuropatia recidivante cronica.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Sicuramente si tratta di un problema di gravità molto minore, ma <strong>perché chi si vaccina non deve sapere che potrebbe perdere del tutto i capelli?</strong> Questo dato riguarda soprattutto la vaccinazione obbligatoria antiepatite B, ma in buona misura vale anche per l’antinfluenzale.</p>
<p style="text-align: justify;">Come cittadino credo che meritiamo qualcosa in più di un’informazione pubblica parziale e meritiamo di essere tutti informati adeguatamente sui rischi e benefici delle scelte che riguardano una cosa così importante come è la nostra salute. Con questo articolo non è nostra intenzione scoraggiare o meno la vaccinazione, anzi (!), ma solo di pretendere dal personale medico – sanitario tutte le informazioni in merito alle azioni che devono essere intrapese sulla nostra salute.</p>
<p style="text-align: right;">Articolo a cura di Stefano Picchi.</p>
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		<title>Carta donna e chiavetta usb: a Treviso primi in Italia</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Feb 2010 08:01:14 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[L&#8217;Usl di Pieve di Soligo, in provincia di Treviso, è la prima in Italia a lanciare Carta Donna, una card plastificata a disposizione di tutte le donne in gravidanza corredata di chiavetta usb sulla quale, durante tutto il corso della gestazione, vengono memorizzati i vari dati clinici, aggiornati ad ogni nuovo esame. Si tratta di un dispositivo informatico semplice e molto facile da utilizzare, rilasciato a tutte le donne in gravidanza. Ecco le parole del direttore generale dell’Uls 7, Angelo Lino Del Favero: «Carta Donna è un dispositivo informatico semplice ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.sintomi.eu/wp-content/uploads/carta-donna.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-190" title="carta-donna" src="http://www.sintomi.eu/wp-content/uploads/carta-donna.jpg" alt="" width="220" /></a>L&#8217;Usl di Pieve di Soligo, in provincia di Treviso, è la prima in Italia a lanciare <strong>Carta Donna</strong>, una card plastificata a disposizione di tutte le donne in gravidanza corredata di chiavetta usb sulla quale, durante tutto il corso della gestazione, vengono memorizzati i vari dati clinici, aggiornati ad ogni nuovo esame. Si tratta di un dispositivo informatico semplice e molto facile da utilizzare, rilasciato a tutte le donne in gravidanza. Ecco le parole del direttore generale dell’Uls 7, <strong>Angelo Lino Del Favero</strong>: «Carta Donna è un dispositivo informatico semplice e di facile utilizzo che permetterà di superare le limitazioni della documentazione tradizionale basata sul cartaceo e sulle lastre e consentirà alla donna di portare con sè, comodamente in una &#8220;Carta&#8221;, il proprio fascicolo sanitario elettronico».</p>
<p style="text-align: justify;"><script type="text/javascript"><!--
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</p>
<p style="text-align: justify;">Presentata in video collegamento a Conegliano e al Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, <strong>Maurizio Sacconi</strong>, l&#8217;iniziativa è stata definita &#8220;una buona pratica che potrà costituire un punto di riferimento per l’intero servizio sanitario&#8221;. Il Ministro della Salute, <strong>Ferruccio Fazio</strong> commenta: «Coniuga virtuosamente l’utilizzo di tecnologie avanzate con ambiti di applicazione fortemente prioritari all’interno del servizio sanitario nazionale». Carta Donna si avvale del patrocinio dei Ministeri della Salute, dell’ Innovazione e della Regione Veneto.</p>
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		<title>Tomosintesi: mammografia in 3D</title>
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		<pubDate>Sun, 24 Jan 2010 11:01:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[tumore al seno]]></category>

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		<description><![CDATA[E&#8217; stata adottata a Roma, presso la Clinica Paideia, la tomosintesi, la tecnologia all&#8217;avanguardia utilizzata per la prevenzione senologica, messa a disposizione per tutte le donne del centro-sud, in quanto, fino ad oggi, gli unici due centri in Italia a disporre della tomosintesi erano Genova e Torino. La tomosintesi è una mammografia tridimensionale ad alta definizione e rappresenta un grande passo avanti per la tecnologia più avanzata della prevenzione del cancro al seno.



«La tomosintesi è uno strumento diagnostico che permette di studiare la mammella ‘a strati’ – conferma la dottoressa ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.sintomi.eu/wp-content/uploads/tomosintesi.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-185" title="tomosintesi" src="http://www.sintomi.eu/wp-content/uploads/tomosintesi.jpg" alt="" width="220" /></a>E&#8217; stata adottata a Roma, presso la <strong>Clinica Paideia</strong>, la <strong>tomosintesi</strong>, la tecnologia all&#8217;avanguardia utilizzata per la prevenzione senologica, messa a disposizione per tutte le donne del centro-sud, in quanto, fino ad oggi, gli unici due centri in Italia a disporre della tomosintesi erano Genova e Torino. La tomosintesi è una mammografia tridimensionale ad alta definizione e rappresenta un grande passo avanti per la tecnologia più avanzata della prevenzione del cancro al seno.</p>
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</p>
<p style="text-align: justify;">«La tomosintesi è uno strumento diagnostico che permette di studiare la mammella ‘a strati’ – conferma la dottoressa <strong>Barbara Pesce</strong>, responsabile del Centro di diagnostica Senologica della Clinica Paideia – dove appunto la mammella viene scomposta in tante immagini che poi, sovrapposte, ricostruiscono la figura della mammella nella sua completezza. Tutto questo si traduce in un grande vantaggio per i seni difficili da leggere – ad esempio nei seni densi – che possono così essere analizzati più specificamente e in dettaglio, svelando lesioni che nell’immagine d’insieme sarebbero altrimenti mascherate. Il risultato è che aumenta l’accuratezza diagnostica, in quanto possono essere individuate lesioni che risulterebbero ‘invisibili’ con l’esame tradizionale».</p>
<p style="text-align: justify;">Si tratta di un elemento determinante per una corretta prevenzione del cancro della mammella, come ha detto il professor <strong>Umberto Veronesi</strong>, secondo il quale «questo è un caso veramente paradigmatico perché il problema del tumore al seno si <a href="http://www.sintomi.eu/wp-content/uploads/clinica-paideia.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-186" title="clinica-paideia" src="http://www.sintomi.eu/wp-content/uploads/clinica-paideia.jpg" alt="" width="207" height="207" /></a>risolve attraverso una buona diagnosi che deve essere precoce – quindi i controlli femminili devono essere frequenti – ma deve essere anche corretta, condotta da persone competenti e con apparecchiature avanzate, aggiornate e moderne come dovrebbe accadere in tutti i centri di diagnostica senologica».</p>
<p style="text-align: justify;">A confermarlo sono gli stessi oncologi presenti alla conferenza stampa tenutasi per la presentazione di questo nuovo strumento diagnostico. Gli oncologi, infatti, spiegano che gli ultimi dati sull&#8217;incidenza e la prevalenza del cancro al seno descrivono, in Italia, una situazione allarmante, in cui le cifre sono troppo alte rispetto ai dati ufficiali.</p>
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