Corea di Huntington: malattia non ancora conosciuta, anche dai medici!

corea di huntington malattia

La Corea di Huntington è una malattia rara, conosciuta fin dal medioevo, ma classificata soltanto all’inizio del XX secolo, che non conosce ancora una cura specifica. In molti casi i medici non ne conoscono l’esistenza, e questo accade soprattutto al Sud d’Italia, in cui i malati non solo ricevono il danno ma  anche la beffa allorquando per ricevere prestazioni gratuite dal sistema sanitario o quando sono in cerca di ciò che spetta loro di diritto, ad esempio una pensione a vita, sono costretti a fare ricorsi su ricorsi in quanto l’incapacità delle commissioni è ancora impressionante.

Si ha voglia di chiedere a chi ci si affida? Perché si passa da un estremo all’altro(erogazione di pensioni immaginarie vs erogazione di pensione assente quando spettano di diritto)? La Corea (movimenti involontari) di Huntington (studioso che l’ha studiata e descritta completamente nel 1892) è una malattia ereditaria causata da degenerazione dei neuroni. Il genitore affetto da tale malattia trasmette ai figli, indipendentemente dal sesso e con probabilità del 50%, la mutazione del gene “IT-15″, localizzato sul cromosoma 4 che codifica la huntingtina (proteina). Generalmente si manifesta in età adulta dai 35 ai 50 anni, ma molti casi si sono verificati anche nei bambini.

La Corea di Huntington si presenta in tre stadi: a) I stadio: si verificano alterazioni comportamentali, incapacità di gestire nuove situazioni, ci si irrita facilmente, si hanno difficoltà di memoria, ansia, aggressività, insomma può essere confusa facilmente con stati depressivi (infatti le commissioni che attribuiscono le invalidità spesso risolvono il problema dichiarando il paziente DEPRESSO, ma in realtà c’è ben altro sotto) a ciò si aggiunge una lieve difficoltà nel compiere alcuni movimenti perché sono disturbati da quelli “involontari” esempio: movimento incontrollato degli arti o smorfie facciali; b) II stadio, intermedio: si manifesta attraverso la realizzazione appunto della “corea”, dal greco choreia ossia danza. In questo stadio i movimenti involontari possono essere più frequenti e addirittura più violenti (anche una carezza potrebbe risultare come uno schiaffo, un bacio come un gesto violento data l’eccessiva forza nel creare il contatto). L’andatura diventa instabile, si ha difficoltà nel camminare dritti oppure si rischia di cadere facilmente. Si verifica la difficoltà di linguaggio che può essere più o meno marcata (sintomo che potrebbe presentarsi anche nel I stadio della malattia), in questa fase la persona può addirittura perdere le capacità di svolgere le proprie abitudini quotidiane; c) III stadio, avanzato: in questo stadio le persone affette dalla malattia perdono ogni capacità nel controllare anche semplici gesti, perdono la capacità di vestirsi, di camminare, di mantenersi in piedi pur stando seduti su una sedia, perdono la capacità di deglutire e in molti casi devono essere cambiate le abitudini alimentari, solo cibi frullati e non molto densi.

La Corea di Huntington genera quindi l’annientamento dell’individuo e cambia la vita familiare in modo violento e definitivo. Se si è rassegnati alla mancanza di una cura, non definitiva ma almeno “frenante”, ci si aspetta che almeno le commissioni sanitarie locali abbiamo informazioni su cosa sia la Corea di Huntington e che il Ministro della Salute faccia il possibile per diffondere la cultura del “sapere”. Se non si ha conoscenza su qualsiasi tipo di malattia rara si rischia solo di attribuire maggiori ingerenze alle famiglie.

Valeriano Attanasio
About Valeriano Attanasio 46 Articoli
Meridionale dalla nascita ed appassionato praticamente di tutto, tranne che di argomenti oggettivamente noiosi, credo molto nel potere della comunicazione e nell'importanza di saper trovare un argomento interessante quando la conversazione ristagna. Scrivo articoli web per numerose testate online così da tenermi sempre aggiornato e sviluppare una visione critica sul mondo che mi circonda.

3 Commenti su Corea di Huntington: malattia non ancora conosciuta, anche dai medici!

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.