Influenza suina: storia, prevenzione e cura


influenza-suinaLa febbre suina è una malattia respiratoria acuta dei maiali causata da virus influenzali di gruppo A. Nei maiali sono stati descritti ed  isolati vari sottotipi di virus di cui i principali sono di tipo H1N1, cioè quelli responsabili dell’attuale epidemia – pandemia umana.

Dopo i primi casi della nuova influenza umana, che si sono verificati in seguito a contatti molto ravvicinati fra i maiali e l’uomo a partire dal Messico, il nuovo virus A/H1N1 si è adattato all’uomo ed è diventato trasmissibile da persona a persona prevalentemente mediante particelle di saliva che possono essere liberate nell’ambiente esterno starnutendo, tossendo o anche semplicemente parlando.

Si badi bene: l’influenza suina non viene trasmessa attraverso il cibo e dunque non esiste alcun rischio d’infezione attraverso il consumo di carne suina cotta o di prodotti a base di carne suina: mangiare carne maneggiata in maniera appropriata, carne cotta e prodotti a base di carne suina non comporta alcun rischio. Cuocere la carne a temperatura interna di 70-80° gradi uccide il virus dell’influenza, così come gli altri batteri e virus, al pari della stagionatura.

Quindi se volessimo dare una definizione della “nuova influenza” possiamo dire che è una infezione virale acuta dell’apparato respiratorio con sintomi fondamentalmente simili a quelli classici dell’influenza: febbre ad esordio rapido, tosse, mal di gola, malessere generale. Come per l’influenza classica sono possibili complicazioni gravi, quali la polmonite. I primi casi della nuova influenza umana da virus A(H1N1) sono stati legati a contatti ravvicinati tra maiali e uomo; il nuovo virus A(H1N1) è infatti un virus di derivazione suina. Nell’uomo infezioni da virus influenzali suini sono state riscontrate occasionalmente fin dagli anni ‘50 e sono legate ad esposizione e contatti ravvicinati (1-2 metri) con suini, ma il nuovo virus A(H1N1) si è ora modificato adattandosi all’uomo e così è diventato trasmissibile da persona a persona. Trattandosi di un nuovo virus influenzale, la vaccinazione con i tradizionali vaccini antinfluenzali (vaccini stagionali) non è efficace; la vaccinazione contro l’influenza classica è comunque una misura raccomandata in caso di viaggi.

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Come nasce la nuova influenza?

Quando virus influenzali di differenti specie animali infettano i suini, i virus possono andare incontro a fenomeni di “riassortimento” e così possono emergere nuovi virus che sono un mix di virus umani/aviari/suini. Nel corso degli anni sono emerse diverse varianti di virus influenzali suini: al momento, nei maiali sono stati identificati 4 sottotipi principali di virus influenzali di tipo A: H1N1, H1N2, H3N2 e H3N1. Comunque, la maggior parte dei virus isolati recentemente nei maiali sono stati (A)H1N1.

Breve cronistoria della sua diffusione.

Ad aprile del 2009 si sono registrati in Messico i primissimi casi di infezione nell’uomo da parte del nuovo virus influenzale di tipo A(H1N1), precedentemente identificato come influenza suina e mai rilevato prima nell’uomo.

Il 24 aprile, l’Oms (Organizzazione Mondiale della Sanità) ha allertato i governi sui possibili rischi connessi alla diffusione di questa nuova influenza nell’uomo e al suo potenziale pandemico, alzando così il livello di attenzione per la preparazione e la risposta a una pandemia influenzale.

L’11 giugno, l’Oms ha portato il livello a 6 su 6, dichiarando il periodo pandemico della nuova influenza, cioè l’aumentata e prolungata trasmissione del virus nella popolazione in numerosi Paesi del mondo, anche se l’Oms ha voluto sottolineare il carattere “moderato” di questa pandemia, così come anche è stato sostenuto e precisato dal Vice Ministro della Salute Ferruccio Fazio, che ha affermato che il massimo livello di allerta per la nuova influenza “non è dovuto alla gravità clinica dei sintomi, ma alla grande diffusione geografica del virus”.

Fatto sta che l’Organizzazione Mondiale della Sanità dopo aver valutato le informazioni disponibili dai sistemi di sorveglianza nazionali ed internazionali circa la diffusione dei casi di influenza umana da nuovo virus A(H1N1),  l’11 giugno ha dichiarato il passaggio dalla fase 5, cioè quella prepandemica, alla fase 6, cioè quella di allerta pandemica.

Il passaggio dalla fase 5 alla fase 6 è stata una inevitabile conseguenza dell’alta trasmissibilità del virus A(H1N1) nei diversi Stati, anche se per ora l’infezione non desta preoccupazioni dal punto di vista della gravità in quanto determina solo una sintomatologia paragonabile a quella di un’ influenza stagionale: questo però vale soprattutto per persone sane, cioè che non hanno un quadro clinico compromesso e/o che non soffrono di malattie croniche gravi, specialmente dell’apparato respiratorio.

Comunque il Ministero della Salute ha istituito un’apposita Unità di crisi, presieduta dal Vice Ministro Fazio, per la sorveglianza e la prevenzione dell’influenza da nuovo virus A (H1N1) e l’attuazione del Piano, concordato con gli altri Stati dell’Unione Europea, di preparazione e risposta alla pandemia influenzale.

Come si trasmette e per quanti giorni chi ne è affetto è contagioso?

La trasmissione da uomo a uomo del virus dell’influenza A/ H1N1 avviene principalmente attraverso le piccole goccioline di saliva che vengono emesse da tutti noi durante i colpi di tosse o gli starnuti, ma anche attraverso il contatto con le mani contaminate dalle secrezioni respiratorie. Una via di contagio può essere il bacio, una carezza, bere dallo stesso bicchiere, fumare la stessa sigaretta o semplicemente stare a distanza ravvicinata con una persona infetta.
Come già detto, dunque, i virus della nuova influenza umana non sono trasmessi dal cibo, cioè mangiando maiale o prodotti a base di carne di maiale.
Di solito, le persone con influenza da nuovo virus A/H1N1 vengono considerate contagiose dal giorno precedente all’insorgere dei sintomi e per almeno 4 giorni successivi. I bambini, specialmente i più piccoli, possono potenzialmente diffondere il virus per periodi più lunghi.

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Quali sono i sintomi e come si distingue dalla “normale influenza”?

La “nuova” influenza si presenta essenzialmente con una triade di sintomi, rappresentata da:

  • febbre alta (oltre i 38 gradi) che insorge bruscamente,
  • dolori muscolari,
  • sintomi respiratori: mal di gola, tosse, naso che cola.

Di solito l’esordio della malattia si accompagna anche a:

  • mal di testa,
  • sonnolenza,
  • perdita d’appetito,
  • astenia (debolezza o facile affaticamento) più o meno intenso;
  • qualche volta sono presenti nausea o vomito.

Questi ultimi due sintomi però non sono tipici dell’influenza. Se sono presenti unicamente forte nausea, dolori addominali e diarrea è più probabile che non si tratti di influenza, ma di un’ infezione gastrointestinale dovuta a uno dei tanti virus stagionali che possono colpire l’apparato gastroenterico.

In definitiva, dal punto di vista sintomatico, la nuova influenza non si distingue in alcun modo dalla classica influenza stagionale. La vera differenza è rappresentata dal fatto che l’influenza A si diffonde più rapidamente dell’influenza stagionale e quindi colpisce un maggior numero di individui perché, trattandosi di un nuovo virus, molte persone non hanno ancora gli anticorpi per difendersi.

h1n1

Quanto è grave l’influenza da virus A(H1N1) nell’uomo?

Come la forma stagionale, l’influenza suina nell’uomo può presentarsi in forma lieve o grave, ma va detto subito che al momento la gravità non appare fra le sue caratteristiche: di regola il normale decorso della malattia è la guarigione, non le complicanze e tantomeno la morte.

La durata della malattia non oltrepassa di solito i 4-5 giorni. Possono fare eccezione i pazienti affetti da gravi malattie polmonari o cardiache, i diabetici, gli individui con deficit del sistema immunitario (da cause varie) per i quali può risultare più prolungata o andare incontro a complicanze respiratorie.

Cosa fare in caso di sintomi sospetti?

Se i sintomi, come spesso accade, sono lievi e la persona colpita è in buona salute è bene rimanere tranquilli, stare a casa, evitare i contatti ravvicinati con le altre persone (inclusi possibilmente i conviventi);  se i sintomi sono particolarmente intensi, la malattia si protrae oltre i normali 3-4 giorni oppure la persona è affetta da altre malattie importanti (cardiache, respiratorie, renali) è bene chiamare il medico, anziché recarsi di propria iniziativa al pronto soccorso. Una visita d’urgenza in ospedale può essere indicata solo nei casi particolari in cui insorgano difficoltà respiratorie particolarmente severe e il medico di famiglia non sia immediatamente reperibile.

Come si effettua la diagnosi?

Per la diagnosi di tale influenza è necessario raccogliere un campione di secrezioni respiratorie (tampone nasale o faringeo) entro i primi 4 – 5 giorni dall’inizio dei sintomi (quando è maggiormente probabile che la persona elimini i virus), anche se alcune persone e in particolar modo i bambini possono eliminare il virus influenzale per 10 giorni e più. Comunque è sempre il medico ad indirizzare l’eventuale caso sospetto al laboratorio di riferimento.

Per la diagnosi di influenza nel bambino ricordate che:

  • nel lattante l’influenza si può manifestare solo con vomito e diarrea e la febbre rappresenta una evenienza eccezionale;
  • i bambini più piccoli non sono in grado di descrivere i sintomi generali, ma manifestano il proprio malessere sotto forma di irritabilità, pianto o inappetenza;
  • in caso di febbre elevata, i bambini più piccoli presentano spesso occhi arrossati che sono indicativi di una congiuntivite;
  • all’età di 1-5 anni la sindrome influenzale si associa frequentemente a laringite, bronchite e febbre elevata.

Quindi attualmente l’indicazione è quella di eseguire l’appropriata analisi di laboratorio (solo su indicazione del medico) in tutti i casi caratterizzati da un andamento clinico impegnativo per il quale si ritiene opportuno richiedere un ricovero in ospedale. Ai fini della sorveglianza, inoltre, analisi di laboratorio sono effettuate a campione e nei casi che si sono manifestati in assenza di viaggi o di contatti con casi confermati.

Come si cura?

Come per le altre forme influenzali, la terapia normalmente prevede:

  • il riposo,
  • l’assunzione di farmaci antipiretici per abbassare la febbre (primo fra tutti, il paracetamolo),
  • analgesici o antinfiammatori per calmare i dolori ed eventualmente sedativi della tosse.

Il trattamento dei sintomi, l’assunzione di liquidi (acqua, tè, succhi di frutta) ed il riposo (protratto fino a 24-48 ore dopo la scomparsa della febbre) sono in genere sufficienti per la completa guarigione nei casi non complicati.

Per alcuni soggetti a rischio (per esempio i bambini sotto i due anni, gli anziani sopra i 65 anni, i pazienti affetti da diabete, malattie croniche respiratorie, cardiovascolari, epatiche, ematologiche, neurologiche o neuromuscolari), i soggetti immunodepressi, le donne in gravidanza o in allattamento, gli asmatici in terapia e le persone obese può essere indicato l’impiego dei farmaci antivirali (zanamivir e oseltamivir).
Questi farmaci, che si assumono in compresse, sciroppi o spray per inalazione, combattono i virus dell’influenza agendo sulle proteine utilizzate dai virus per entrare nelle cellule dell’organismo ospite, sono efficaci contro tutti i virus influenzali e quindi anche quello della nuova influenza, l’H1N1, che è di tipo A.
Questi possono essere utili per ridurre i sintomi e ad abbreviare i tempi di guarigione, ma si devono adoperare solo previa prescrizione medica: la terapia andrebbe iniziata il prima possibile (funziona meglio se iniziata entro due giorni) e va protratta di regola per 5 giorni.

ATTENZIONE : usare i farmaci antivirali senza motivo potrebbe procurare anche dei danni. Il rischio infatti è che insorgano virus resistenti al farmaco, rendendolo inutile qualora l’assunzione diventi realmente necessaria. Questi farmaci si possono acquistare solo su prescrizione medica, non sono rimborsabili dal Servizio sanitario nazionale e sono molto costosi. La comparsa di complicazioni (per esempio una bronchite o polmonite) può richiedere la prescrizione di una terapia antibiotica, che andrà comunque sempre effettuata da un medico.

Quali sono le principali norme di prevenzione?


1) Vaccinazione

L’arma migliore di prevenzione è rappresentata dalla vaccinazione della popolazione. Il Viceministro alla Salute Prof. Ferruccio Fazio ha firmato l’11 settembre l’Ordinanza recante “Misure urgenti in materia di profilassi vaccinale dell’Influenza pandemica A/H1N1”. Il provvedimento individua le categorie di persone a cui è diretta l’offerta della vaccinazione antinfluenzale con vaccino pandemico A/H1N1 a partire dal momento della effettiva disponibilità del vaccino (la consegna alle Regioni e Province Autonome è prevista nel periodo 15 ottobre-15 novembre 2009) fino a copertura di almeno il 40% della popolazione residente in Italia.In ordine di priorità, a partire dalla metà del mese di Novembre, l’offerta vaccinale sarà rivolta a:

  • persone ritenute essenziali per il mantenimento della continuità assistenziale e lavorativa: personale sanitario e socio-sanitario; personale delle forze di pubblica sicurezza e della protezione civile; personale delle Amministrazioni, Enti e Società che assicurino i servizi pubblici essenziali; i donatori di sangue periodici;
  • donne al secondo o al terzo trimestre di gravidanza;
  • persone a rischio, di età compresa tra 6 mesi e 65 anni;
  • persone di età compresa tra 6 mesi e 17 anni, sulla base degli aggiornamenti della scheda tecnica autorizzata dall’EMEA o delle indicazioni che verranno fornite dal Consiglio Superiore di Sanità;
  • persone tra i 18 e 27 anni;
  • in particolare sono considerate persone a rischio quelle affette da: malattie croniche a carico dell’apparato respiratorio, inclusa asma, displasia broncopolmonare, fibrosi cistica; malattie dell’apparato cardiocircolatorio, comprese le cardiopatie congenite ed acquisite; diabete mellito e altre malattie metaboliche; malattie renali con insufficienza renale; malattie degli organi emopoietici ed emoglobinopatie; neoplasie; gravi epatopatie e cirrosi epatica; malattie congenite ed acquisite che comportino carente produzione di anticorpi; immunosoppressione indotta da farmaci o da HIV; malattie infiammatorie croniche e sindromi da malassorbimento intestinale; patologie associate ad un aumentato rischio di aspirazione delle secrezioni respiratorie, ad esempio malattie neuromuscolari; obesità con indice di massa corporea (BMI) > 30 e gravi patologie concomitanti; condizione di familiare o di contatto stretto di soggetti ad alto rischio che, per controindicazioni temporanee o permanenti, non possono essere vaccinati.

In base alla disponibilità di vaccino pandemico nel corso della campagna vaccinale potranno essere inserite nel programma anche altre categorie di soggetti.

Norme generali

Una volta che si è stati colpiti dalla nuova influenza, come del resto da qualunque altra forma infettiva virale delle vie respiratorie, è bene:

  • lavare le mani dopo aver tossito o dopo essersi soffiati il naso perche qui si vanno a depositare, attraverso le goccioline di saliva, le secrezioni infette,
  • evitare di portare le mani a contatto con occhi naso e bocca,
  • usare ognuno il proprio asciugamano, le proprie stoviglie,
  • evitare contatti ravvicinati con persone sane, per esempio baci o carezze,
  • coprire con un fazzoletto (possibilmente di carta) naso e bocca quando si starnutisce e gettare il fazzoletto dopo l’uso nella spazzatura o nella biancheria da lavare,
  • mantenere una distanza adeguata (circa un metro) tra persona e persona è considerata una misura sempre efficace per prevenire il contagio della malattia,
  • si raccomanda infine di rimanere a casa se malati evitando di viaggiare, di recarsi al lavoro o a scuola, allo scopo di limitare i contatti possibilmente infettanti con altre persone e ridurre il rischio di complicazioni e infezioni da parte di altri microbi.

Comunque la norma principale, per ora, è non far scoppiare una psicosi per questa malattia, anche se bisogna mantenere alta la sorveglianza.

Articolo di Stefano Picchi

2 Commenti su Influenza suina: storia, prevenzione e cura

  1. sono malato di mieloma multiplo non secernente,quindi,immunodepresso con basso titolo di Ig G.Inolte sottoposto a terapia corticosteroidea a dosaggi elevati settimanali.Esistono varie opinioni circa la mia possibilità di una mia vaccinazione anti A H1N1 ed anche per lo stagionale.
    Chi è favorevole,chi assolutamente contrario,prprio per la mia specifica patologia associata alla corticoterapia. Come comportarsi ?Grazie

  2. Caro Francesco,
    sulla questione da te presentata e come da te già sottolineata c’è una forte discrepanza di opinioni e consigli a riguardo.
    Purtroppo in tutta onestà non mi sento di darti un consiglio deciso che ti possa far prendere una decisione in un senso od in un altro, dal momento che nessuno dello staff è un medico che ti possa consigliare la cosa più giusta da fare.

    L’unico consiglio che ci sentiamo di dare è quello di SEGUIRE LE INDICAZIONE DEL TUO MEDICO DI FIDUCIA, perché è l’unico che basandosi e conoscendo a fondo la tua condizione clinica è in grado di indirizzarti sicuramente verso la scelta migliore.

    Cordiali saluti.
    Lo STAFF.

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