Mix Virale per l’influenza 2010 e novità sul vaccino


Cari amici pare proprio che quest’anno l’influenza stagionale arriverà in anticipo sul calendario ed in anticipo anche rispetto alla così tanto temuta influenza suina che ha tergiversato l’anno scorso. Purtroppo, ahinoi, non s’annuncia una passeggiata: secondo gli esperti, faremo i conti con una febbre che porterà la nostra temperatura corporea sopra i 38°C già nella prima metà di ottobre, ma è solo verso la metà di novembre che si registrerà il picco dei contagi: quindi più di un mese prima rispetto al tipico boom del periodo natalizio.

Tutto questo presenta una’analogia con già quanto successo l’anno scorso per l’influenza suina, come conferma anche Gianni Rezza, direttore del Dipartimento di malattie infettive all’Istituto superiore di sanità di Roma, che ammette che è molto probabile che l’andamento si ripeta, tant’è che il ministero della Salute ha dato il via libera alla campagna di vaccinazione antinfluenzale con gran tempismo, consigliandolo soprattutto a quei pazienti i a rischio (per esempio gli anziani sopra i 65 anni, i pazienti affetti da diabete, malattie croniche respiratorie, cardiovascolari, epatiche, ematologiche, neurologiche o neuromuscolari, i soggetti immunodepressi).
La campagna di vaccinazione è partita dal 1° ottobre per guadagnare terreno sul nemico e proteggere così la popolazione prima che si diffonda troppo l’infezione.

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Fabrizio Pregliasco, virologo all’Università di Milano, spiega che nel mirino del nuovo vaccino ci sono 3 indiziati, con in testa….indovinate chi? Si ancora colui che ci ha “terrorizzato” per tutto l’anno scorso, ovvero il virus H1Nl, che è tutt’altro che sparito, anzi, predominante più che mai sulla scena. Ma purtroppo per noi non è solo, ma insieme a lui figurano altri due virus d’origine australiana: uno del ceppo A, nello specifico una nuova variante H3N2 apparsa nella città di Perth, e l’altro del ceppo B, chiamato Brisbane dal luogo in cui è stato rilevato.

Questi sono i 3 virus che hanno spadroneggiato durante 1’inverno nell’emisfero Sud, ormai agli sgoccioli, e che ci aspettiamo di veder approdare a breve anche dalle nostre parti. E’ bene precisare che questa è solo una previsione, che seppur la più fondata e probabile, comunque sempre previsione rimane, fatta sulla base dell’esperienza trascorsa.

Sappiamo bene che i virus sono sfuggenti, mutano frequentemente, sono in grado di adattarsi bene

all’ambiente e agli ospiti che incontrano; però nei confronti degli agenti influenzali in continua evoluzione, esiste una fitta rete di sorveglianza internazionale predisposta dall’Organizzazione mondiale della sanità, un sistema di sorveglianza che insegue i virus studiandone le caratteristiche e stilando l’identikit, per poi diramarlo ai laboratori predisposti per la controffensiva: è proprio su questa previsione che viene preparato il nuovo vaccino antinfluenzale.

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In tema di vaccino quest’anno sì torna alla “normalità”: un solo siero; potremmo dire che prendiamo 3 piccioni con una fava, dal momento che questo vaccino offre una buona copertura contro tutti e 3 i virus. Quindi non più come l’anno scorso, in cui erano stati eccezionalmente allestiti 2 vaccini diversi fra loro, seppur integrabili: uno per l’influenza classica, indirizzato ad alcune fasce di popolazione tra cui gli anziani, e l’altro preparato a tempo di record per fronteggiare l’emergenza della suina, particolarmente aggressiva con pazienti immunodepressi o con malattie croniche respiratorie e/o cardiovascolari.

Pregliasco afferma che nella nuova formulazione si trovano combinati il vaccino tradizionale e quello pandemico, cioè quello per la suina, anche se per correttezza di informazione il virus H1N1 è stato, diciamo così, declassato nella grande famiglia dei virus stagionali. Però questo non significa che assieme agli altri suoi amichetti sia da sottovalutare e che non ci possa creare problemi, anzi si pensa che questo mix virale metterà sotto le coperte tra i 2 ed i 5 milioni di italiani.

Rezza dice che anticipare la campagna di vaccinazione è una mossa prudente per contenere infezioni ed eventuali complicazioni da esse scaturanti; inoltre il livello degli anticorpi che verranno prodotti difenderà l’organismo per almeno 7-8 mesi nella maggior parte dei vaccinati, anziani compresi, mentre l’efficacia del vaccino si aggira tra il 70 e il 90 % negli adulti, e poco meno nei bimbi, a seconda della corrispondenza effettiva tra composizione del vaccino e virus circolanti. E’ bene precisare però che in questo periodo non gireranno solo i 3 virus inseriti nel vaccino, ma si può entrare a contatto anche con altri virus, quali adenovirus, rinovirus e coronavirus, che causano malattie simil-influenzali, con diarree, nausea e mal di pancia.

Inoltre questo vaccino rappresenta anche una soluzione per chi odia le punture, in quanto è un vaccino intradermico, rivolto ai pazienti dai 18 anni in su. Quindi una siringa con un mini-ago di 1,5 mm penetra sotto la pelle anziché nel muscolo, attivando una serie di meccanismi biologici nello strato sottocutaneo (il derma) e un’ampia risposta immunitaria.

Tale vaccinazione è indicata soprattutto agli anziani, che in un caso su tre restano a rischio d’infezione, nonostante il vaccino, per l’indebolimento delle loro difese immunitarie.

Articolo a cura di Stefano Picchi

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