Osteoporosi: una frequente anomalia scheletrica dovuta all’invecchiamento


L’osteoporosi consiste in una riduzione della massa ossea che porta ad una perdita della normale funzionalità della stessa.

La densità ossea raggiunge il suo massimo nei primi vent’anni di vita per poi diminuire progressivamente con l’avanzare dell’età; negli adolescenti un’insufficiente apporto di calcio riduce il picco di densità ossea ed aumenta il rischio di osteoporosi.

Secondo le recenti stime, il 29% delle donne di età compresa tra i 45 e i 79 anni può essere considerato osteoporotico; l’incremento di osteoporosi dopo la menopausa è stato correlato ad una diminuzione della produzione di estrogeni (ormoni sessuali femminili).

Per quanto riguarda gli uomini della stessa fascia di età, invece, l’incidenza dell’osteoporosi è stimata intorno al 18%.

Una delle caratteristiche preponderanti dell’osteoporosi è l’eccessiva fragilità ossea (soprattutto delle vertebre e del femore), che ne determina comunemente la rottura, alla quale fa seguito un’inefficiente processo di guarigione. Oltre all’invecchiamento, caratterizzato da riduzione della massa ossea e modificazioni microstrutturali che compromettono la normale funzionalità e aumentano la suscettibilità alle fratture, concause dell’osteoporosi sono: la menopausa delle donne, il fumo nocivo di sigaretta, carenze alimentari e sedentarietà.

Oltre che come anomalia scheletrica associata a cause primarie, l’osteoporosi può anche insorgere come effetto secondario di alcuni tipi di cancro. In particolare, nel caso di cancro del midollo osseo, della mammella o di altri tessuti, si può verificare il rilascio di un composto chimico che prende il nome di “fattore di attivazione degli osteoclasti” (cellule a funzione macrofagica responsabili del rimodellamento osseo), che incrementa sia il numero che l’attività di queste grosse cellule multinucleate che distruggono la matrice ossea attraverso il processo di osteolisi. In questo caso si può verificare lo sviluppo di una grave osteoporosi.

Infine, ma non per ultimo, va ricordato che con l’avanzare dell’età aumenta l’incidenza di malattie infettive a carico dell’apparato scheletrico che si traduce in parte in una più alta probabilità di fratture, a cui fa seguito una guarigione più lenta ed una diminuzione delle difese immunitarie.

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.