Psoriasi – una patologia molto diffusa


psoriasis_guttate-2La psoriasi è una malattia cronica della cute molto frequente che colpisce milioni di persone in tutto il mondo e che si manifesta a qualsiasi età, ma più frequentemente fra i 20 i 30 anni, scomparendo e ricomparendo improvvisamente ed in modo del tutto imprevedibile più volte nel corso della vita, determinando sulla pelle un eritema (arrossamento della cute) e desquamazione. La psoriasi colpisce in uguale misura uomini e donne, anche se è stato osservato che la malattia colpisce le donne ad un’età inferiore rispetto a quella degli uomini; inoltre è stato osservato che le persone con cute più chiara sono interessate più soggette a questa patologia rispetto alle persone con cute più scura.

La psoriasi può esordire acutamente o gradualmente con chiazze eritematose, cioè zone corporee arrossate, e squame. Le chiazze, a volte pruriginose,  hanno un colore variabile da rosa a rosso, con un margine di demarcazione molto evidente. Quando la malattia si trova in uno stadio più avanzato si sviluppano squame di colore biancastro e possono anche comparire lesioni pustolose (lesione cutanea circoscritta a mo di bolla che contiene pus).

Le lesioni possono essere circoscritte su specifiche aree del corpo come:

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  • il cuoio capelluto, risparmiando solitamente il viso;
  • le superfici estensorie dei gomiti e delle ginocchia;
  • la zona sacro – coccigeale;

ma possono anche estendersi ed interessare l’intera superficie cutanea. In alcuni pazienti compaiono nuove lesioni nelle zone in cui precedentemente c’era stato un trauma (per esempio tatuaggi, bruciature) o anche un’infezione: tale fenomeno prende il nome di fenomeno di Koebner.

I segni e i sintomi caratteristici della psoriasi comprendono:

  • xerosi, ovvero secchezza cutanea, arrossamento e desquamazione, fessurazioni (rotture della pelle), pustole e aspetto infiammatorio;
  • prurito;
  • coinvolgimento oculare con sensazione di bruciore, prurito, secrezione e aumento della lacrimazione;
  • dolore articolare e segni di artrite (nel caso di artrite psoriasica);
  • lesioni ulcerose a livello del glande nell’uomo.

La psoriasi può interessare anche gli annessi cutanei: la perdita di capelli a causa del coinvolgimento del cuoio capelluto è rara mentre il coinvolgimento delle unghie (onicopatia) si manifesta nel 50 % dei pazienti.

L’interessamento cutaneo, pur non coinvolgendo lo stato di salute generale, rappresenta una condizione cronica che può interferire in modo significativo sulla qualità della vita, con ripercussioni anche psicologiche (come la depressione) e sociali che talvolta si rivelano invalidanti per la persona stessa.

Esistono diverse forme di psoriasi, suddivise in base ai segni e sintomi caratteristici. Le varianti sono:

  • psoriasi_a_placchepsoriasi a placche (psoriasi volgare): rappresenta la forma più comune di psoriasi e si manifesta circa nel 70% dei casi. Solitamente si manifesta in forma lieve ed interessa meno del 5% della superficie corporea. Si presenta con chiazze/placche sollevate, ispessite, di cute arrossata, ricoperte da squame bianco-argentee: le placche hanno una dimensione superiore a 1 cm di diametro con margini ben evidenti e con forma tondeggiante od ovale.
    La psoriasi a placche interessa tipicamente cuoio capelluto, superficie estensoria della gamba, sotto il ginocchio, superficie estensoria dell’avambraccio, sotto il gomito, e regione sacrale.
  • psoriasis_guttatepsoriasi guttata: responsabile di circa il 20 % dei casi interessando più frequentemente bambini e giovani adulti. I casi tendono a essere di gravità da media a moderata. Si manifesta con piccole lesioni a forma di goccia, con un diametro variabile da 0,1 a 1 cm, e tali lesioni si localizzano prevalentemente sul tronco, sugli arti e sul volto. Fra i principali fattori scatenanti si ricordano le infezioni delle vie aeree superiori, quali faringiti e tonsilliti.
    Le lesioni guttate possono sovrainfettarsi per opera di diverse specie di batteri, di cui è utile soprattutto ricordare lo streptococco A – emolitico, che colpisce soprattutto i bambini. In questi casi, e nelle forme in cui l’infezione è preesistente, la terapia antibiotica è risolutiva.
  • psoriasi_pustulosapsoriasi pustolosa: generalmente si presenta con pustole sterili. Questa variante è relativamente rara e rappresenta meno del 2 % dei casi.
    La psoriasi pustolosa viene suddivisa nei sottotipi:
    • localizzata di Barber: la forma più comune di psoriasi pustolosa localizzata è quella che interessa sia il palmo delle mani sia la pianta dei piedi. Le lesioni tipiche compaiono come pustole diffuse con un diametro di 0,5 cm su placche cutanee eritematose. Con il tempo le pustole diventano scure e desquamano. Tale pustolosi palmo – plantare è più comune nelle donne fra i 20 e i 60 anni di età e può essere scatenata da infezioni o da stress.
      Può essere invalidante, causando fissurazioni della pianta e del palmo che creano problemi nella deambulazione (nel mantenimento dell’equilibrio) e nell’esecuzione dei compiti manuali.
    • generalizzata di von Zumbusch: compare con macchie irregolari di colore rosso vivo, di diametro da 0,1 cm a 1,0 cm, con bordi irregolari. I pazienti spesso manifestano anche febbre alta e aumento dei globuli bianchi (leucocitosi). La psoriasi pustolosa generalizzata si manifesta quando le pustole confluiscono e si allargano; questa forma di psoriasi pustolosa è estesa e invalidante.
  • psoriasi_inversapsoriasi invertita: colpisce frequentemente le persone in sovrappeso e si manifesta spesso in concomitanza alla psoriasi a placche. Si manifesta con zone di cute infiammate, rosse ed eritematose ma senza squame. Le zone colpite sono prevalentemente le ascelle, la regione inguinale, il solco sottomammario e le altre pieghe cutanee.
  • psoriasi_ eritrodermapsoriasi eritrodermica: è la forma meno comune ma più grave di psoriasi. Essa si manifesta con arrossamento diffuso della cute ed i pazienti lamentano prurito, dolore e gonfiore che accompagnano il rash cutaneo (cioè l’arrossamento generalizzato della cute). In genere si tratta di un’evoluzione della psoriasi a placche o della psoriasi pustolosa generalizzata, dovuta alla confluenza di più zone colpite, e colpisce gran parte della superficie corporea. I fattori scatenanti possono essere: malattie sistemiche, stress, alcolismo, ustioni solari e farmaci.
    La psoriasi eritrodermica colpisce più frequentemente gli uomini rispetto alle donne, con un età media di insorgenza intorno ai 50 anni e purtroppo nella gran parte dei casi tale forma di psoriasi è talmente severa da condurre il paziente in uno stato di debilitazione generale.

La causa della psoriasi non è ancora del tutto nota; tuttavia fattori genetici, infezioni, abitudini di vita ed eventuali patologie concomitanti possono essere predisponenti per lo sviluppo della malattia.

  • Predisposizione genetica. Un terzo dei casi di psoriasi si manifesta in persone che hanno parenti affetti dalla medesima malattia, suggerendo la presenza di una componente genetica ereditaria della malattia.
  • Infezioni. Alcuni individui sviluppano una psoriasi dopo un’infezione causata da batteri o virus. Le infezioni da streptococco e in particolare quelle da streptococco ß-Emolitico di Gruppo A possono precedere la comparsa della psoriasi, come avviene nella psoriasi guttata: un’eccessiva risposta immunitaria all’infezione può scatenare la psoriasi in persone predisposte. Tale malattia è stata osservata anche in pazienti che sono stati soggetti ad infezioni da parte del virus dell’ herpes zoster e della varicella
  • Abitudini di vita. Alcuni studi suggeriscono che l’abuso di alcolici e di tabacco predispongano alla psoriasi, così come un consumo limitato di frutta e di verdura. L’obesità costituisce un fattore di rischio aggiuntivo.
  • Comorbilità. Particolari comorbilità (presenza di altre patologie) predispongono alla psoriasi. Per esempio, pazienti affetti da malattia di Crohn (MC), da colite ulcerosa (CU) o da dismetabolismi (alterazioni del normale metabolismo) sviluppano frequentemente psoriasi.
  • Fattori scatenanti. I fattori scatenanti comprendono lesioni cutanee, punture di insetti, alterazioni ormonali, ustioni solari, cambiamenti climatici, farmaci e stress prolungato e metodico.

La diagnosi si basa oltre che sul rilievo clinico, anche sul cosiddetto “grattamento metodico della lesione”, cioè sull’asportazione graduale e sistemica degli strati cornei della cute (gli strati più superficiali )e consente il rilievo di alcuni segni caratteristici della chiazza psoriasica che possono essere utili alla diagnosi nella situazioni dubbie.

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Non essendo possibile agire contro la causa diretta della malattia, in quanto ancora del tutto ignota, la terapia della psoriasi si deve limitare ad attuare solo dei provvedimenti sintomatici, grazie ai quali si riesce ad ottenere nella gran parte dei casi una guarigione clinica. In primo luogo è indispensabile provocare la caduta e l’eliminazione delle squame mediante opportune pomate ad attività cheratolitica, quali la resorcina e l’acido salicilico; in seguito ottenuta la caduta delle squame è bene applicare pomate od unguenti a base di cignolina o catrame. E’ noto anche che l’esposizione alla luce solare accelera i tempi di guarigione clinica della malattia e per questo l’azione combinata di somministrazione di pomate contenti catrame e della luce solare può portare notevole giovamento, anche perché il catrame sensibilizza la cute alle radiazioni ultraviolette.

psoriasi_fototerapiaNotevoli risultati clinici si possono ottenere dall’impiego di dei corticosteroidi topici che vengono impiegati sulle lesioni psoriasi che sia con applicazioni semplici sia tramite opportuni bendaggi: si deve considerare che gli effetti delle medicazioni non sono duraturi. Recente­mente si è rilevato efficace un derivato della vitamina Ds (il calciprotirolo) e si tende ad usare la PUVA terapia (o meglio definita co­me fotochemioterapia), che consente, seppure non in tutti i casi, una soddisfacente guarigione clinica della psoriasi, accompagnata ad una notevole abbronzatura abbastanza gradita alla maggior parte dei pazienti. Una svolta ulteriore nella terapia della psoriasi si è avuta con l’introduzione dei cosiddet­ti “retinoidi’ che sono medicamenti appartenenti ai de­rivati aromatici della vitamina A e di cui l’etretinato è l’esponente di punta nella tera­pia: questi fa­voriscono la desquamazione e l’eliminazione di cheratinociti patologici, inducendo la for­mazione di nuove cellule con attività riproduttiva differenziata. Talvolta viene usata anche la ciclosporina ma solo in certi casi di psoriasi gravi che non rispondono ai trattamenti tradizionali.

Articolo di Stefano Picchi

13 Commenti su Psoriasi – una patologia molto diffusa

  1. Salve.. mi chiamo Cnsl.. Qualche tempo fa ho avuto dei pruriti fortissimi alle braccia.. in un primo momento, dopo essermi grattata, avevo notato che la pelle si era “gonfiata” ed erano apparsi tanti puntini rossi (pungevano, come se avessi tante spine) .. il prurito mi portava all’esasperazione e dopo qualche tempo sono andata dal medico .. “dermatite da contaggio” fu la risposta del dermatologo.. Dopo aver speso un centinaio di euro per le “cure di prova” (il dermatologo non era sicuro della sua diagnosi perciò voleva andare “per esclusione” faccendomi provare diverse cure), mi sentivo scoraggiata, avevo speso tanti soldi ed il prurito era uguale a prima. Notavo che la pelle si stava rovinando e ne avevo il terrore, dato che ero ancora giovane, decido perciò di evitare di grattarmi.. Questa “cosa” si è espansa fino alle mani, io evitavo di grattarmi, anche perchè più mi grattavo più il prurito si facceva più intenso più rovinavo la mia pelle .. Dunque, invece di grattare la parte lesa ci passavo sopra un panno pulito, oppure mi passavo la mano delicatamente (producendo prurito su prurito ma in qualche modo “alleviava” la mia sofferenza) .. Il pruriuto non mi facceva dormire, mi svegliavo durante la notte con le braccia insanguinate perchè nel sonno tendevo a grattare, perciò avevo dovuto fasciare le parti lese .. Non ricordo per quanti mesi mi son tenuta questo inferno.. Nel momento in cui il tutto ha incominciato (da solo) a svanire, a guarire, ho notato una cosa tremenda : nelle parti in cui questa “infezione” (chiamiamol così) era passata, la mia pelle aveva cambiato colore , rosso-rosa al mattino , viola in alcuni momenti del giorno, e bianco quando la circolazione del sangue (e la temperatura del corpo) era normale … Era come se questa infezione si fosse “mangiata” la mia pelle, come se l’avesse brucciata… ne ero disgustata.. ho sperato che il tutto sparisse ma più andava avanti più mi veniva da piangere nel vedere questa roba che aveva intaccato sia le mie braccia che le mani… Dopo due anni (se non ricordo male), il tutto ha incominciato a “rimettersi a posto”, per fortuna..

    Sin da piccola, ho notato che sul mio corpo d’intanto in tanto appaiono delle piccole “pustole” tonde e squamose, sparse sul corpo.. ma non sono eccessive, a volte ne noto due o tre.. altre volte cinque o sei.. Tempo fa, quando ancora le stavo “studiando”, tendevo a grattarle, perchè comunque davano prurito.. avevo notato due cose fondamentali : 1) il prurito iniziale è sopportabile, ma se per disgrazia la gratti una volta…dopo si fa sentire di più.. 2) queste pustolette , dopo che “guarivano”, lasciavano un segno bianco, come se si fosse mangiato la pelle.. Le pustole rimangono sul mio corpo per molto tempo, se non le tocco e non le “irrito”, rimangono sulla pelle per circa due mesi(giorno più giorno meno).. Quando invece “vanno via” la macchia bianca può rimanere anche tre mesi.. la macchia bianca sembra un “fungo”, le dimensioni variano a seconda della pustola (naturalmente) …

    Io ho imparato a “gestire” questa cosa (pur non sapendo realmente di cosa si tratti), quando mi accorgo di avere queste cose evito di grattare.. appena sento il prurito mi ricordo di come mi ero ridotta in quei periodi ed evito tassativamente di grattarmi e se è neccessario, copro le braccia… per le prustole, invece, mi limito ad ignorarle anche se sento prurito…

    Nelle braccia, tuttavia, continuo a sentire d’intanto intanto un leggero formicolio, prurito.. se passo le mani sopra, o mi gratto sbadattamente, “sento” che c’è qualcosa.. come se quella infezione fosse “alle porte”, come se stesse aspettando una mia mossa falsa per uscire fuori un altra volta …
    Durante questo calvario, ho ricordato che quando ero piccola io piangevo perchè quello stesso prurito (che oltrettutto “bruccia”) lo avevo con insistenza nelle gambe, precisamente nella tibia, poco sotto il ginocchio.. ricordo che mi grattavo così tanto da farmi uscire sangue.. ma non solo in quel punto, ma anche in testa… Questo fatto, ed anche le pustolette che mi porto dietro da una “vita”, mi fa pensare che , qualcunque cosa essa sia, me la porto dietro da anni..

    Prustolette e lesione, ultimamente mi sono apparsi nei gomiti.. avendo io il terrore della psioriasi, da subito ho evitato di toccarmi e grattarmi.. il risultato è stato = i gomiti sono rimasti “rosei”, come a voler indicare che se c’era un infezione questa non è del tutto guarita ; sono evidenti, per ogniuno dei gomiti, due o tre pustolette squamose… Ancora non sono andati via, ed il tutto è cominciato verso la fine di agosto…

    Alla luce di tutto ciò che ho scritto… chiedo :

    .. si tratta di psioriasi ? O, come disse il dermatologo, si tratta di dermatite da contato ? … In ogni caso, vorrei dare un piccolo consiglio a chi soffre per questo genere di cose :
    .. le malattie, le infezioni, sono cose tremende, fastidiose e dolorose.. la miglior cura, per tutti, è quella di non abbattersi, di non buttarsi giù.. non gettatevi a capofitto tra le cure ed i giudizi di un medico.. loro fanno di tutto per guarire un paziente, ma senza la vostra volontà anche loro si trovano ad un certo punto in difficoltà.. Bisogna saper reaggire.. esser forti.. sia per dare un aiuto in più ad un eventuale medico , ma soprattutto per riuscire a guarire prima e meglio voi stessi … Ogni malattia diventa più grave se il paziente si lascia andare, se il paziente affida il suo corpo a quella malattia o infezione .. bisogna saper reagire, saper dire NO !, convincersi che il corpo è “mio” e non della malattia.. (ricordo di una giovane amica che soffriva di male alle gengive.. le avevano detto che aveva… non mi viene in mente il nome, nevragia?,si dice così ?… soffriva così tanto e piangeva .. fino a “scoprire” che era la sua paura del male ai denti che le facceva credere d’aver dolore.. le era bastato smettere di pensare che stava male per “guarire” da questo suo male ..) Con questo non voglio dire che i dolori ed i mali siano per tutti “immaginari”, vorrei solo far capire che “il pensiero” inverso ad ogni male ne allevia la sofferenza … non dico che si possa “guarire” con il pensiero, ma che si può soffrire meno, guarire prima .. (parlo naturalmente per tutto ciò che è curabile – guaribile) (per il non curabile… credo comunque che un pensiero positivo possa comunque alleviare la sofferenza dell’anima..) Spero con questo di non aver turbato la sensibilità di qualcuno, se così fosse .. chiedo umilmente scusa ..
    Cnsl..

  2. Ciao,
    anche io ho a volte delle pustolette. Soprattutto negli arti inferiori, ovvero sulla pelle in zona stinchi, mi vengono delle macchioline rosse squamose. Anch’io non le gratto per evitare il prurito. Le macchie che sono andate via hanno lasciato il segno bianco.
    Come posso evitarle? e curarle quando vengono senza lasciare segni?

  3. X Consuelo:

    Gentile Sig.a Consuelo purtroppo le diagnosi via telematica sono sia improponibili sia hanno un tasso di efficacia e corrispondenza con il quadro clinico preposto inferiore al 40%, quindi solo con un’accurata visita dermatologica e con un conseguente esame obiettivo è possibile fare un’adeguata diagnosi.

    Purtroppo in gran parte delle patologie dermatologiche c’è una sovrapposizione della sintomatologia e delle manifestazioni macroscopiche della malattia stessa e solo con un’accurata visita specialistica dermatologica e con gli eventuali esami strumentali è possibile fare una diagnosi differenziale fra patologie con caratteristiche simili.

    Quindi il consiglio che le diamo è quello di affidarsi ad un buon dermatologo e seguire le sue indicazioni.

    Per il resto le facciamo i complimenti per lo spirito ed il giusto atteggiamento con il quale affronta il problema, cercando di non abbatersi, ma aiutando lei stesso con il suo atteggiamento il medico, perchè il maggior successo nella risoluzione dei problemi clinici si ha proprio grazie a tale complicità medico – paziente.
    Apprezziamo molto questi bellissimi messaggi che lei ha lanciato a persone che soffrono di questi fastidiosi problemi, perchè solo affrontandoli e non lasciandosi andare si sconfiggono.

    Auguri per tutto!

    STAFF SINTOMI.EU di IPLAZA.IT

  4. X Barbara

    Gentile Sig.a Barbara,

    Nel suo caso bisogna innanzitutto prima di intaprendere qualsiasi cura o trattamento di profilassi fare un’accurata diagnosi del problema da lei presentato.
    Purtroppo le diagnosi via telematica sono come un terno al lotto ed hanno un tasso di efficacia e corrispondenza con il quadro clinico preposto inferiore al 40%, quindi solo con un’accurata visita dermatologica e con un conseguente esame obiettivo è possibile fare un’adeguata diagnosi.

    Quindi il consiglio che le diamo è quello di affidarsi ad un buon dermatologo e seguire le sue indicazioni in modo tale che in base al suo quadro clinico possano essere date le indicazioni terapeutiche e contenitive al fine di debellare l’eventuale problema ed eventualmente fornire indicazioni per prevenire complicazioni o disturbi.

    Auguri per tutto.

    STAFF SINTOMI.EU di IPLAZA.IT

  5. salve io non sono sicura di quello che mi è venuto sembrerebbe psoriasi perche all’eta di 23 anni andai all’I.D.I a Roma a farmi visitare e loro mi confermarono la patologia ed era lieve,a dicembre il 23 me lo ricordo sono stata molto male con febbre alta per circa due settimane e a gennai mi è riuscita ma questa volta mi sono riempita dal cuoio capelluto perfino dentro all’orecchio e fino hai piedi tranne nelle unghie tutt’ora l’ho ancora forte con il prurito mi hanno dato una cura di cortisone ma niente io pur troppo vivo in Belgio e qui il sole non c’è mai ho fatto gli esami del sangue e mi manca la vitamina D è sparita dal mio corpo qui non ti mandano dal dermatologo perchè pensano che sia una “malatia”non preoccupante,io rientrerò in Italia a Bologna se voi conosciete una bravo Dermatologo che mi può seguire ve ne sarei grata.Ho letto che se non curata in modo adeguato può portare l’artrite e sà in famiglia mia ci soffrono e anche altre patologie.se avete modo di scrivermi in privato mi facevo delle foto per farvi vedere il mio stato di avanzamento.Grazie alessandra

  6. salve sono franceso, ho 48 anni e all’improvviso, dopo aver passato giorni a grattarmi le gambe zona stinchi, mi è venuto un arrossamento pauroso che mi ha spinto a recarmi all’ospedale.dopo un primo intervento del dermatologo, che mi aveva diagnosticato una VASCULITE, dopo cirac 20 gg sono cominciate a uscirmi chiazze sparse nelle gambe zona ginocchia e braccia. La nuova diagnosi mi dice PSORIASI……
    sono disperato e angosciato, non sò come reagire a questa cosa che,avendola un amico mio, mi sono giurato che avrei preferito morire piuttosto che avere quella COSA lì….
    e adesso che faccio?…..

  7. Caro Francesco,
    non possiamo fare diagnoni, nè tantomeno possiamo dare dei consigli tramite internet.
    L’unico consiglio che possiamo darle è di consultare diversi specialisti del settore.

  8. Buongiorno sono una ragazza di 26 anni e è da 8 gg che sul decolte sono comparse tante macchie rosse che mi danno prorito poi sono comparse anche sulla pancia , gambe altezza cosce , sulle caviglie e sulla schiena oltre al prurito mi bruciano. Le macchie sono molto piccole alcune simili a piccoli brufoli rossi e altre sono macchie.
    Sono allergica e intollerante a parecchie cose alimentari ma nonostante tutto le mangio lo stesso perche non mi danno molti disturbi.
    Non sono andata dal medico solo in farmacia e mi ha detto di prendere un antistaminico ma passa il prurito ma le macchie rimangono.
    Cosa devo fare?
    Mi devo preoccupare?
    GRAZIE

  9. Buongiorno Valentina, poichè la sua è una situazione un pò anomala il nostro consiglio è quello di rivolgersi ad un medico specializzato.

  10. Buongiorno, se si è a conoscenza di un prodotto naturale che ha avuto nel mio caso un buon effetto alleviatorio è possibile consigliarlo?

  11. Mi chiamo pasquale ho 48 anni e ho paura di non arrivare 50.sono affetto da leucocitosi i miei sono aumentati fino 13.000 avendo la psoriasi ai gomiti qualcuno sa se la psoriasi sia la causa della leucocitosi ? Vi prego aiutatemi

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