Rischio di ricombinazione del virus AH1N1

Secondo l’OMS c’è un rischio, o meglio un allarme, seppur piuttosto contenuto, che il virus dell’influenza AH1N1 possa modificarsi, ma soprattutto che possa ricombinarsi con il virus dell’aviaria (H5N1) ed esca dal­la “ricombinazione” più virulento e resistente: tale allarme è stato lanciato, ripetiamo solo in termini possibilistici e fortunatamente senza per ora prove concrete di alcun genere, dall’OMS e ribadito anche dal Viceministro della Salute Fazio, che dichiara che se avvenis­se tale ricombinazione il tasso di mortalità sarebbe senza dubbio al 30-50%, mentre attualmente invece siamo fermi sullo 0,002%, quindi una percentuale mol­to bassa, inferiore a quella di una influenza di stagione. La mutazione quindi è un’evenienza da non trascurare mai quando è in cir­colazione un nuovo agente patogeno, ma c’è da ribadire e sottolineare al fine di evitare allarmismi eccessivi che per ora sono del tutto insensati, che finora l’H1N1 non ha mostrato segnali di variazio­ne.

Secondo le dichiarazioni del responsabile della ri­cerca presso i Centri Europei per il control­lo delle malattie, Johan Gieseke, il virus per ora è stabile e non è stato osservato nulla di allar­mante. Comunque è attiva una rete di sorveglian­za alla quale partecipa anche l’Italia per impedire l’avvio di una eventua­le mutazione.

Antonina Dolei, se­gretario della Società italiana di virologia, ha dichiarato che per il momento il virus pandemico appare fragile, anche se non è trascurare l’ipotesi di un cambia­mento anche brusco: perciò bisogna tenere l’attenzione alta per evitare che si creino queste nefaste condizio­ni che porterebbero ad una patologia con un quadro morboso veramente serio.

Articolo scritto da Stefano Picchi

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