Tre casi di mutazione del virus AH1N1 in Norvegia


febbre_suinaOggi l’organizzazione mondiale della sanità (OMS)  ha annunciato che è stata registrata in Norvegia una Mutazione del virus h1n1 in 3 casi distinti: il virus in questione è stato isolato da due casi di decessi avvenuti in Norvegia e da un paziente con la malattia allo stato avanzato.
Appena appresa la notizia, gli scienziati hanno incominciato immediatamente ad analizzare 70 pazienti affetti dal virus in questione senza riscontrare però alcuna mutazione e questo è indicativo per provare che la mutazione non è  in espansione nel Paese.

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L’Oms, per calmare una situazione difficile creata e per placare così l’allarmismo generatosi inevitabilmente, ha evidenziato che mutazioni dello stesso tipo erano già state riscontrate in altri paesi quali: Brasile, Cina, Giappone, Messico, Ucraina e Usa all’inizio del mese di aprile, ma nonostante questo non c’era stata né una espansione del ceppo modificato, né alcuna evidenza di ulteriori contagi o casi di morte strettamente associati.
Inoltre L’Oms ha sottolineato che l’analisi fa parte del normale sistema di sorveglianza attivato in Norvegia sul virus pandemico; inoltre secondo il documento dell’Istituto il cambiamento del virus non appare influire sull’efficacia del vaccino o del trattamento antivirale.

L’Oms ha infatti puntualizzato che il virus con la mutazione resta comunque sensibile agli antivirali, Oseltamivir e Zanamivir che vengono usati nei casi più gravi per debellare la malattia e che gli studi effettuati mostrano come i vaccini pandemici attualmente disponibili conferiscano immunità prescindere dai ceppi che si sono susseguiti in questi mesi, proprio perché fortunatamente fino ad ora non si sono verificate drastiche mutazioni del ceppo virale.
Anche Gianni Rezza, epidemiologo dell’Istituto superiore di Sanità, sottolinea come la mutazione verificatasi nei 3 pazienti in questione in Norvegia è una mutazione che lascia inalterata l’efficacia di antivirali e vaccino, anche se non tutti sono sulla stessa lunghezza d’onda di pensiero del Professor Rezza, come ad esempio il Professor Fabrizio Pregliasco, virologo all’università di Milano, secondo il quale la mutazione del virus dell’influenza A può invece incidere sul vaccino, riducendo la percentuale di protezione.

A pensare che proprio ieri, ribadendo l’importanza della vaccinazione soprattutto per quelle categorie a rischio, il vice ministro alla Salute, Ferruccio Fazio, aveva affermato che il pericolo maggiore fosse proprio la possibile mutazione del virus.

Fazio inoltre ha fornito anche le cifre del ministero sui contagi, che sarebberso stati 750mila solo nell’ultima settimana, affermando che si è vicini al picco con circa 2 milioni e 300 mila casi di infettati, e sottolineando ancora una volta come l’influenza A H1N1 abbia un tasso di mortalità 40 volte inferiore a quella stagionale.
Secondo il ministero, i decessi collegati al virus sono stati finora 66, mentre i casi gravi in corso sono 227.
Inoltre è stata stilata una lista delle regioni con la maggiore incidenza del contagio: le Marche (2,9%), seguite da Emilia Romagna (1,8%), Lazio (1,7), Abruzzo e Campania (1,6).
Le fasce più colpite sono soprattutto bambini e adolescenti da zero a 14 anni.

Il viceministro infine in polemica con chi dubita dell’efficacia del vaccino, ha fortemente respinto  le accuse del ministro polacco che aveva parlato di vaccini truffa, definendo tali affermazioni come una presa di posizione legata a ragioni prettamente politiche.
Una delle preoccupazioni e degli obiettivi principali del viceministro Fazio è di fare in modo che il virus H1N1 non si trasformi, incontrando e ricombinandosi con quello dell’aviaria, in un virus ancora più pericoloso ed estremamente più mortale.
Inoltre il  viceministro ha aggiunto che il 26 novembre si riunirà l’unità di crisi del ministero per decidere l’avvio della nuova campagna di vaccinazione tra soggetti sani dai zero ai 27 anni.

Articolo di Stefano Picchi

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