Influenza suina – I rischi del vaccino


vaccino_influenza_suinaQuesto articolo ha solo uno scopo puramente informativo al fine di dare un’ informazione a tutto tondo per quanto riguarda gli eventuali rischi, che si corrono con il vaccino per il virus ah1n1, che da ieri viene somministrato ai cittadini italiani.

Dal momento che spesso gli organi di stampa tendono a celare o comunque omettere date informazioni, il mio intento è puramente quello di dare un’adeguata informazione ed una mia personale opinione su una questione così importante, in modo così da fornire all’utente tutte le informazioni necessarie.

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Come sappiamo è stata condotta una campagna di sperimentazione piuttosto intensa in diverse zone del mondo, Italia compresa, per la messa a punto del vaccino per l’influenza H1N1 ed uno dei paesi protagonisti di questa campagna di sperimentazione sono stati senza dubbio gli Stati Uniti.

Il vaccino che è stato sperimentato negli Stati Uniti risulta risulta essere privo dell’adiuvante MF59, detto altrimenti squalene, che è stato messo più volte in discussione per gli effetti collaterali estremamente dannosi che può arrecare nel corso degli anni.

Il vaccino per i nostri concittadini conterrà, a quanto pare, anche se non c’è completa chiarezza a riguardo, l’adiuvante MF59.

Quindi dato per assurdo che questa ultima affermazione sia vera sarebbe più che lecito chiedersi:
«Come mai, data la pericolosità del componente, in Italia si procederà comunque alla vaccinazione con la formulazione addizionate di questo dannoso adiuvante?»

Quali sono gli effetti dello squalene sugli esseri umani?

Il nostro sistema immunitario riconosce in modo naturale lo squalene come una molecola di olio presente normalmente nel nostro corpo, in quanto si trova in tutto il sistema nervoso e nel cervello, tanto che si può consumare senza problemi lo squalene in olio di oliva e il sistema immunitario non solo lo riconosce, ma anche si avvale delle sue proprietà antiossidanti. Lo squalene è infatti un composto chimico presente nel fegato del pescecane di alutra Dalatia licha ed è un idrocarburo altamente insaturo. Nell’uomo è una sostanza ubiquitaria, tanto che la si trova nella pelle, nel plasma e nel cervello. Il suo effetto come antiossidante, e quindi inibitore di radicali liberi, è dovuto alla sua parte di insaturazione chimica, instabilità ed affinità per l’ossigeno. Essendo il principale costituente dei lipidi cutanei instaura un meccanismo protettivo della pelle, sia dalle radiazioni solari sia dall’attacco dei radicali liberi prodotti dall’organismo, causa d’invecchiamento tessutale a livello cutaneo: consente quindi il mantenimentto della normale elasticità e del normale trofismo, rallentando la formazione dei notissimi inestetismi della cute.

Nello sport è utilissimo nelle sntomatologie dolorose conseguente a colpi, stiramenti muscolari, escoriazioni, in cui la rottura di capillari sanguigni determina uno spandimento di sangue nei tessuti circostanti dove il rame ed il ferro che se ne liberano stimolano la formazione di radicali liberi.
In generale poi nell’organismo umano, ove si tenga presente che i radicali liberi sono causa d’invecchiamento tramite il meccanismo del cross-linking, l’uso dello squalene diventa una vera e propria cura: evita, infatti, l’indurimento arteriosclerotico delle arterie e la formazione di intestetismi cutanei.

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La differenza tra “squalene buono” e “squalene cattivo” è la via attraverso la quale entra nel corpo. L’iniezione è una via di ingresso anormale per la somministrazione dello squalene che in tal modo stimola il sistema immunitario ad attaccare tutto lo squalene presente normalmente nel corpo e non solo quello contenuto nel coadiuvante.
Il sistema immunitario quindi tenterà di distruggere la molecola, in quanto viene riconosciuta dall’organismo come non self (cioè estranea all’organismo), ovunque la trovi, inclusi i luoghi dove è naturalmente presente e dove è vitale per la salute dei diversi tessuti e sistemi, come il sistema nervoso.

L’inizio della disputa sugli effetti dello Squalene è nata dai primi risultati della dott.ssa Meryl Nass, che lavora presso il Mount Desert Island Hospital Bar Harbor nel Maine, specializzata in ricerche sull’antrace e vaccini relativi.

La Nass spiega come lo squalene sia presente nel vaccino contro l’influenza Ah1n1 e ne discute la possibile tossicità, spiegando anche come l’FDA (Food and Drug Administration: è l’ente governativo statunitense che si occupa della regolamentazione dei prodotti alimentari e farmaceutici) da anni non approvi nessun farmaco o vaccino che lo contenga.

La probabile pericolosità dello squalene si è mostrata in quanto la Dott.ssa Nass ha avuto in cura diversi soldati della guerra del golfo che erano stati vaccinati con un vaccino sperimentale contro l’antrace che includeva lo squalene.

I sintomi che lo squalene ha determinato sono:

  • Stanchezza cronica,
  • depressione,
  • tendenze suicide,
  • infertilità,
  • impotenza,
  • numerosi casi di infiammazione cronica delle articolazioni, meglio nota come artrite reumatoide, che è una malattia autoimmunitaria, in quanto sollecita il sistema immunitario ad attaccare tutto lo squalene endogeno presente normalmente nel corpo e non solo quello contenuto nel coadiuvante.

Tali sintomi sono stati evidenziati in passato come effetto collaterale nei ratti, motivo per cui lo squalene era stato messo al bando.

Un chiarimento doveroso: tutto ciò che è stato riportato in merito al vaccino rappresenta solo la voce di una fazione che sostiene la teoria “AntiSqualene”, altri medici ritengono invece che il componente non abbia effetti collaterali dannosi per l’uomo.

Io non mi sento di dare nessun consiglio a nessuno se è bene vaccinarsi o meno, anche perché non ho particolari competenza a riguardo, ma visto che nessuno dei media preposti ha fornito un’informazione completa e sembra interessarsi all’argomento, trovo giusto che perlomeno la gente sia informata sull’esistenza di posizioni contrapposte. Poi ognuno deciderà secondo coscienza e secondo gli opportuni consigli del medico, che sono sempre in tutti i casi da seguire, anche se la mia personale opinione è quella di fidarsi delle fonti ufficiali e non di queste fonti che ho elencato che comunque sono ufficiose.

Articolo di Stefano Picchi